Politiche sanitarie

Come l’ingegneria industriale alimenta l’epidemia di malattie prevenibili

Gli alimenti ultraprocessati (UPF) dominano oggi l’approvvigionamento alimentare globale e sono fortemente associati a malattie cardiache, tumori, diabete, obesità, demenza e morte prematura. Nonostante le evidenze crescenti, le risposte politiche rimangono frammentate, anche a causa delle strategie di disinformazione dell’industria alimentare.
L’articolo di Gearhardt, Brownell e Brandt (2026), pubblicato sul Milbank Quarterly, propone un’analisi comparativa tra l’industria del tabacco e quella degli alimenti ultraprocessati, sostenendo che entrambe utilizzino strategie ingegneristiche simili per massimizzare il consumo compulsivo e la dipendenza, con gravi conseguenze per la salute pubblica.

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La fiducia è un verbo 

Negli ultimi anni, la fiducia delle persone nella scienza, nella medicina e nelle istituzioni sanitarie è diminuita. Per decenni, abbiamo trattato la fiducia come un conto bancario, come qualcosa in cui le istituzioni potevano depositare denaro, che cresceva indisturbato e da cui prelevare a piacimento. Ma la fiducia non funziona più così, ammesso che l’abbia mai fatto.
Le persone si muovono oggi in contesti informativi in ​​continua evoluzione che offrono molti più luoghi in cui cercare consigli o conferme. Quando incontrano un medico o si imbattono in linee guida di salute pubblica, hanno spesso già dedicato molto tempo alla ricerca e alla discussione di informazioni sanitarie. Negli spazi online, le persone imparano le une dalle altre, formano aspettative condivise e costruiscono norme che risultano più interattive rispetto alla comunicazione dall’alto verso il basso delle istituzioni.
Tre cambiamenti influenzano queste aspettative:
1. l’esperienza vissuta ora guida il modo in cui le persone interpretano la salute
2. le conversazioni sulla scienza si muovono a un ritmo che mette alla prova la comprensione
3. strumenti e servizi personalizzati plasmano ciò che le persone considerano credibile
Se i sistemi sanitari desiderano costruire fiducia nell’assistenza sanitaria, nella prevenzione e nella salute pubblica, devono rispondere a questi cambiamenti. L’articolo elenca 3 azioni necessarie ad affrontarli:
1. Praticare l’affidabilità ogni giorno
2. Rinnovare il contratto sociale attraverso le generazioni
3. Ricostruire il legame tra scienza e società

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Tessere la Salute. Meglio solidali che solitari

Il Rapporto di valutazione finale del progetto “Tessere la Salute. Meglio solidali che solitari” documenta una sperimentazione triennale di welfare di comunità condotta nei Comuni biellesi di Valdilana, Ronco Biellese e Occhieppo Inferiore. Curato dal Laboratorio “Percorsi di secondo welfare”, il documento analizza come l’iniziativa abbia cercato di costruire una rete locale per promuovere la salute collaborativa e il benessere relazionale, superando il modello di assistenza puramente prestazionale.

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Prescrizione Culturale. Il Rapporto “Culture and Health – Time to Act”

Il rapporto “Culture and Health – Time to Act”, pubblicato nel settembre 2025 dalla Commissione Europea, esplora il legame profondo tra cultura e salute. Il documento analizza come la partecipazione regolare ad attività artistiche possa migliorare il benessere fisico e mentale, promuovendo al contempo l’inclusione sociale e la prevenzione delle malattie. Il testo propone strategie integrate per superare la frammentazione tra i settori sanitario e culturale. Il rapporto sottolinea inoltre la necessità di investire nella ricerca scientifica e nella formazione intersettoriale per rendere questi interventi sistematici. Integrare la cultura nei sistemi sanitari non è solo una scelta di arricchimento sociale, ma una strategia economica e di salute pubblica per costruire società più resilienti, inclusive e umane.

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La Piramide alimentare delle nuove Linee Guida Dietetiche per gli Americani

Le nuove Linee Guida Dietetiche per gli Americani (DGA), pubblicate a gennaio 2026, hanno suscitato un acceso dibattito tra gli esperti di nutrizione, venendo descritte da alcuni come una “ricetta per una salute peggiore”. Sebbene le linee guida promuovano lo slogan “Eat Real Food” (Mangia cibo vero) e includano raccomandazioni condivisibili sul consumo di frutta, verdura e cereali integrali, il processo che ha portato alla loro stesura è stato pesantemente criticato per la mancanza di trasparenza e i potenziali conflitti di interesse.

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I Promotori della Salute secondo Forhest

L’azione di promozione della salute è un’azione collettiva e multidisciplinare in cui ciascuno partecipa con le proprie conoscenze, competenze, risorse ed esperienze. I promotori della salute non sono solo i professionisti sanitari, ma tutti gli attori che con la loro azione influenzano la salute delle persone e delle comunità. È necessario riconoscere e valorizzare questi diversi attori promuovendo, sostenendo e facilitando collaborazioni intersettoriali e approcci collaborativi di lungo periodo.
Forhest quindi promuove il diritto alla partecipazione e alla collaborazione dei molti attori presenti nelle comunità nelle azioni di promozione della salute.

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Public health literacy per una sanità equa e partecipata

L’articolo sottolinea come la salute, sia individuale che di comunità, dipende dai determinanti sociali, dalle politiche pubbliche, dai servizi resi disponibili, dalle condizioni di vita, dall’ambiente in cui si vive e lavora e come quindi la public health literacy sia centrale per permettere alle persone di comprendere e intervenire su questi determinanti e per contrastare le disuguaglianze di salute: senza una cultura diffusa della salute pubblica, ampie fasce della popolazione restano escluse dalle decisioni che riguardano la prevenzione, le politiche sanitarie e le misure di tutela collettiva.
L’articolo evidenzia anche come sistemi sanitari e servizi pubblici dovrebbero supportare attivamente questa alfabetizzazione estesa: non solo dando accesso alle informazioni, ma rendendole comprensibili, contestualizzate e utilizzabili.

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Politiche sanitarie, servizi sanitari e promozione della salute prima del concepimento

Le evidenze suggeriscono che la salute dei genitori prima del concepimento contribuisce al rischio di malattie croniche nei figli. Attraverso meccanismi biologici come processi epigenetici, cellulari, fisiologici e metabolici, diversi fattori di rischio comportamentali nel periodo preconcezionale (peso, nutrizione, fumo, alcol) sono stati collegati a esiti di salute a lungo termine nella prole, come disturbi cardiometabolici, problemi neuro-evolutivi e diabete di tipo 2. Anche l’esposizione dei genitori a fattori di rischio ambientali come ftalati, inquinamento e pesticidi può aumentare il rischio di difetti congeniti, problemi comportamentali e cancro nei bambini. Le ricerche suggeriscono che gli individui potrebbero essere più propensi a fare scelte comportamentali positive, se queste avvantaggiano la salute del bambino non ancora nato, rispetto alla propria salute. Sono cose che vediamo per esempio con la cessazione del fumo e l’astinenza da alcol. Pertanto, migliorare la salute preconcezionale offre un’opportunità unica per la prevenzione delle malattie croniche e la riduzione delle disuguaglianze tra generazioni. L’articolo delinea un quadro che comprenda tre ambiti: politica sanitaria, promozione della salute e servizi sanitari, dando priorità a un approccio “tutta la popolazione” e “intero sistema” per affrontare le disuguaglianze sanitarie.

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