Newsletter 32 – 31 marzo 2026

Tessere la Salute. Meglio solidali che solitari

Eleonora Rossero e Alessia Borromeo
Tessere la Salute. Meglio solidali che solitari – Report di valutazione finale
Percorsi di Secondo Welfare – Milano, novembre 2025

Introduzione

Il progetto Tessere la Salute è nato nel 2022, per rispondere a fenomeni come invecchiamento, cronicità e impoverimento dei servizi nel Biellese, nonché ai bisogni socio-sanitari emergenti nella popolazione più anziana e fragile.  Il documento si concentra in particolare sull’implementazione del modello di governance multilivello e sui risultati raggiunti, per poi proporre riflessioni conclusive utili alla sostenibilità e alla replicabilità del modello, sintetizzati in un Vademecum pensato per offrire spunti utili ad altri territori interessati a sviluppare simili iniziative.

Origini e contesto teorico

Il progetto nasce nel 2022 come risposta alle criticità messe in luce dalla pandemia, quali l’impoverimento dei servizi territoriali e la crescente solitudine delle fasce più fragili. Il contesto di riferimento è quello della Provincia di Biella, caratterizzata da un marcato invecchiamento demografico: nel 2025 l’indice di vecchiaia ha raggiunto quota 314,6, il più alto del Piemonte.
I presupposti teorici si fondano sul welfare generativo e sui determinanti sociali della salute definiti dall’OMS. L’approccio mira a trasformare il territorio in un caring neighbourhood (vicinato che cura), dove la salute non è solo assenza di malattia, ma un bene relazionale costruito attraverso la partecipazione attiva e la connessione tra servizi formali e reti informali.

Metodologia e Governance

Il monitoraggio e la valutazione si sono articolati in quattro fasi: formazione, accompagnamento alla co-progettazione, monitoraggio dei dati e valutazione qualitativa. La governance è stata strutturata su più livelli, coinvolgendo un Comitato Promotore (composto da esperti del settore socio-sanitario), una Cabina di Regia con attori istituzionali (ASL Biella, Consorzi IRIS e CISSABO), un Gruppo Operativo e i team dei Punti di Rete Socio-Sanitaria (PReSS).

Risultati del monitoraggio: i PReSS e l’utenza

Il cuore operativo iniziale del progetto erano i PReSS, sportelli di prossimità concepiti come “antenne” territoriali. I dati (aggiornati a settembre 2025) rivelano un risultato di grande rilievo: l’83% degli utenti intercettati non era precedentemente in carico ai servizi sociali. Questo dato conferma la capacità del progetto di raggiungere i bisogni “sommersi” di cittadini che, pur vivendo situazioni di fragilità, non si erano rivolti alle istituzioni.
L’utenza è stata prevalentemente femminile anziana e spesso in condizione di isolamento sociale: l’80% ha dichiarato di non frequentare regolarmente associazioni o gruppi locali. Le ore di attività rendicontate (583 totali) mostrano un forte investimento territoriale (circa il 75%), a dimostrazione di una strategia basata sulla presenza di prossimità piuttosto che sulla semplice attesa allo sportello.

La valutazione qualitativa: dal “bancone” alla Comunità

Un elemento centrale emerso dalla valutazione è l’evoluzione del modello durante l’implementazione. Se inizialmente il focus era lo sportello fisico, l’esperienza sul campo ha spostato il baricentro verso il lavoro di comunità. Gli operatori e le operatrici hanno assunto il ruolo di facilitatori neutrali, agendo come “ponti” tra le diverse risorse del territorio. Sono stati attivati Tavoli Territoriali periodici in ciascun comune, riconosciuti come luoghi strategici per la co-progettazione.
Ogni territorio ha sviluppato risposte specifiche:
Valdilana: data la dispersione geografica, è nata la figura degli “apriporta”, sentinelle di quartiere capaci di segnalare i bisogni latenti.
Ronco Biellese: si è puntato sui rappresentanti frazionali e su iniziative di sensibilizzazione come il supporto ai caregiver.
Occhieppo Inferiore: ha favorito il coinvolgimento intergenerazionale e la creazione di un catalogo delle associazioni per migliorare la comunicazione tra attori locali.

Sostenibilità e Replicabilità

Il Rapporto conclude che il successo futuro della sperimentazione dipende da alcune condizioni imprescindibili. La più citata è la continuità della figura del facilitatore professionale; gli intervistati concordano che, senza un operatore dedicato alla “manutenzione della rete”, i legami creati rischiano di sfilacciarsi.
Per garantire la permanenza del metodo, i tre Comuni hanno formalizzato la prosecuzione dei Tavoli territoriali tramite delibere. Il documento include un Vademecum in 10 punti per la replicabilità del modello in altri contesti, sottolineando l’importanza di un impegno istituzionale duraturo, del finanziamento condiviso tra comuni e dello sviluppo di figure di prossimità.
In sintesi, “Tessere la Salute” ha dimostrato che la salute è un investimento nel capitale sociale: trasformare la buona pratica in un’infrastruttura sociale permanente richiede di passare dalla logica dell’emergenza a quella della corresponsabilità diffusa

Il rapporto

Eleonora Rossero e Alessia Borromeo
Tessere-la-salute.-Meglio-solidali-che-solitari
Percorsi di Secondo Welfare – Milano, novembre 2025

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