Newsletter 33 – 20 aprile 2026

Musica e Maternità 
Il canto come cura per la depressione post-partum

Lega I, Luzi I, Mastroeni S, Ferraro C et al.
Implementing a group singing intervention for postpartum depression within the Italian health service.
Front. Med. 2024;11:1461965.

Introduzione

Music and Motherhood (Musica e Maternità) è un programma innovativo che utilizza il canto di gruppo come strumento terapeutico per supportare le donne che soffrono di depressione post-partum. Music and Motherhood dimostra che la bellezza e la creatività possono essere strumenti clinici potenti e sostenibili. Un cerchio di donne che cantano insieme, con i loro bambini in braccio, non è solo un momento di leggerezza: è un atto terapeutico, relazionale e culturale che agisce in profondità sul benessere emotivo, sul senso di identità e sulla capacità di costruire legami. Un esempio concreto di come l’arte, quando ben integrata con la sanità, possa ampliare il modo in cui ci prendiamo cura delle persone.

L’esperienza italiana

In Italia il progetto, importato dal Regno Unito, è stato coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e realizzato all’interno dei Consultori Familiari pubblici di tre città: Torino, Roma ed Este. Questa scelta è significativa: i consultori rappresentano un punto di accesso territoriale vicino alle famiglie, radicato nel sistema di cure primarie e già frequentato dalle neomamme.
Il programma si articola in un ciclo di 10 incontri settimanali, ciascuno della durata di circa 90 minuti. Le sessioni includono:
Riscaldamento vocale per avvicinare le partecipanti alla pratica canora in modo graduale e non intimidatorio
Canti semplici in diverse lingue, appresi per imitazione, senza bisogno di competenze musicali pregresse
Momenti di socializzazione facilitati da rinfreschi, che creano un clima informale e accogliente

Una prospettiva centrata sulla madre

Uno degli aspetti più originali e distintivi di Music and Motherhood è la sua centralità sulla madre, non sul bambino. A differenza di molti altri programmi rivolti alle neomamme — spesso focalizzati sullo sviluppo del neonato — questo intervento offre alla donna uno spazio di “tempo per sé”, in cui riscoprire la propria identità al di là del ruolo materno e della diagnosi di depressione.
Le neomamme sono invitate a partecipare insieme ai loro neonati (fino ai 9 mesi di età), ma la presenza del bambino non è obbligatoria né centrale. Questo approccio favorisce anche la demedicalizzazione del percorso di cura: la donna non è trattata come una paziente da curare, ma come una persona da sostenere attraverso un’esperienza creativa e relazionale.

Collaborazione intersettoriale

Un elemento fondamentale del programma è la sinergia tra arte e sanità. Ogni sessione è condotta da due figure complementari:
Un leader di canto professionista, che guida l’esperienza musicale e creativa
Un operatore sanitario (solitamente un’ostetrica o un educatore), presente in modo costante durante tutta la sessione
Questa co-presenza non è casuale: mentre l’artista crea uno spazio di espressione e creatività, il professionista sanitario monitora il benessere delle partecipanti e risponde a eventuali bisogni clinici o informativi che emergono nel corso degli incontri. A completare il modello c’è inoltre il collegamento con uno specialista della salute mentale, che fornisce supervisione clinica e garantisce la salvaguardia delle partecipanti in caso di situazioni che richiedano un intervento più specialistico.

Risultati

Le evidenze scientifiche raccolte dimostrano che il canto di gruppo produce effetti rapidi e misurabili sulla riduzione dei sintomi depressivi, valutati attraverso la Edinburgh Postnatal Depression Scale (EPDS), uno strumento standardizzato e ampiamente riconosciuto a livello internazionale.
I benefici documentati sono stati:
Miglioramento dell’umore e della fiducia in sé stesse
Il canto offre alle madri un canale per esprimere emozioni complesse — ansia, tristezza, senso di inadeguatezza — in un contesto sicuro e non giudicante. Nel tempo, le partecipanti riscontrano un rafforzamento della propria autostima e la capacità di riconoscersi in un’identità più ampia rispetto a quella di “madre con depressione”.
Rafforzamento del legame madre-bambino
L’attività canora stimola l’interazione positiva tra madre e neonato. La voce materna, usata in modo consapevole e melodico, diventa uno strumento potente per calmare il bambino, per comunicare affetto e per costruire quella connessione emotiva che la depressione post-partum spesso ostacola o rende faticosa.
Sostegno tra pari e contrasto all’isolamento
La dimensione di gruppo è uno degli elementi terapeutici più potenti del programma. Le madri condividono una situazione simile e, attraverso la musica e i momenti informali, riescono a rompere l’isolamento sociale che spesso accompagna la depressione post-partum. Poter parlare apertamente di paure e speranze con altre donne che “capiscono davvero” rappresenta un supporto emotivo di grande valore, difficilmente replicabile in un contesto clinico tradizionale.

Sfide e prospettive future

Lo studio di fattibilità condotto in Italia ha registrato risultati molto incoraggianti: altissima accettabilità da parte delle partecipanti e assenza totale di abbandoni, un dato particolarmente significativo per un programma rivolto a donne in una fase di vita fragile e impegnativa. Tuttavia, il passaggio da progetto pilota a programma stabile richiede ancora lavoro e investimenti.
Le principali sfide riguardano: 
– La necessità di risorse dedicate per garantire continuità e copertura territoriale
– La formazione specifica di artisti e operatori sanitari, che devono saper lavorare in modo integrato
– L’integrazione strutturale del programma nei servizi di cure primarie, affinché non rimanga un’esperienza isolata ma diventi parte dell’offerta sanitaria ordinaria
In risposta a queste sfide, l’ISS ha pubblicato nel 2025 un manuale operativo che funge da guida pratica per estendere il modello a livello nazionale, mettendo a disposizione di consultori e servizi sanitari territoriali gli strumenti necessari per replicare l’intervento in modo fedele ed efficace.

La guida dell’Istituto Superiore di Sanità

L’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato la guida “Musica e Maternità. Incontri di canto per il benessere emotivo delle neomamme” a cura di Ilaria Lega, Ilaria Luzi, Simona Mastroeni e Claudia Ferraro.
La guida è destinata a operatori sanitari, decisori e professionisti del settore artistico-culturale che desiderano offrire alle neomamme con sintomi di depressione post-partum un percorso di supporto basato sul canto di gruppo.
La guida illustra in modo dettagliato
1. Come analizzare il contesto locale e costruire un gruppo multidisciplinare di professionisti sanitari e musicisti
2. Come reclutare le partecipanti attraverso i consultori familiari, utilizzando la scala EPDS per identificare le donne eleggibili
3. La struttura degli incontri: 10 sessioni settimanali di circa 90 minuti, condotte da un leader di canto affiancato da un operatore sanitario
4. I ruoli e le responsabilità di ciascuna figura coinvolta, incluso l’operatore di collegamento
5. Gli strumenti di monitoraggio e valutazione, sia quantitativi (EPDS, WHO-5, PSS-10) che qualitativi (focus group)


scarica la guida

L’esperienza dello specialista della salute mentale

Pietro Grussu, psicologo, responsabile dei Consultori familiari di Padova, Azienda ULSS 6 Euganea racconta la sua esperienza nel progetto realizzato presso il consultorio familiare di Este (PD). Guarda il video:
Pietro Grussu – L’eficacia terapeutica dell’intervento demedicalizzato

L’articolo originale

Lega I, Luzi I, Mastroeni S, Ferraro C et al.
Implementing a group singing intervention for postpartum depression within the Italian health service.
Front. Med. 2024;11:1461965.

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