Agire per
salute, benessere e qualità della vita

La nostra missione è offrire supporto alle persone ed alle comunità perché tutti abbiano il miglior inizio possibile nella vita ed essere in salute e vivere bene più a lungo.

I principi della nostra azione

Si sa che per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio, ma, pensiamo anche, che ci vogliano i
bambini per crescere il futuro di un intero villaggio.

Sosteniamo istituzioni, che si fanno pubbliche perché assumono fino in fondo il loro ruolo di “rimuovere gli
ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana” e allo stesso tempo si fanno collaborative
perché percepiscono non solo la loro centralità ma anche la loro insufficienza

Contribuiamo a costruire reti di comunità per trovare soluzioni ai problemi della quotidianità ed in questo
modo concretizziamo il diritto alla partecipazione ed alla collaborazione coniugando gli interessi
individuali con l’interesse generale.

I quattro elementi guida

Forhest, per avere un orizzonte di senso, riconosce quattro elementi che descrivono le caratteristiche che sostanziano la sua visione della salute e rappresentano, di conseguenza, i presupposti guida del proprio agire.

I capisaldi dell’agire

Forhest promuove, sostiene e conduce interventi strutturati che modificano le condizioni di salute della popolazione e della persona, coinvolgono ampiamente le istituzioni pubbliche e private e la comunità in tutte le sue componenti.
Il nostro cosa facciamo.

I valori della Costituzione

Forhest vuole dare senso al proprio agire la Promozione della salute e lo vediamo guidato dalla Costituzione. La Costituzione ci indica valori ed obiettivi ed è a questi che vogliamo conformare le nostre azioni. Per descrivere come pensiamo di interpretare gli articoli della Costituzioni che sono significatici per quello di cui ci occupiamo ci siamo aiutati, spesso, con la Carta di Ottawa per la promozione della salute.

La promozione della salute secondo Forhest


Il fare tecnico si limita a coordinare i mezzi agli scopi, mentre l’agire pratico sceglie gli scopi in vista di una vita buona.
E ‟buona” è quella vita che ha in vista la felicità.

Umberto Galimberti. L’ottica del viandante. 2023.

Tutto cambia: questo potrebbe valere anche per la prevenzione, storicamente classificata in primaria, secondaria e terziaria.
Una definizione proposta negli anni ’50 e che faceva riferimento essenzialmente alla malattia, secondo una visione “patogenica” che vedeva l’uomo come una macchina che si rompe e deve essere aggiustata.
Ora la classificazione dovrebbe cambiare ed accogliere la salute, aggiungendo alla logica patogenica quella salutogenica.
La visione salutogenica orienta la prevenzione verso la promozione della salute focalizzandola sui fattori di salute e portandola a guardare la persona e la comunità nella sua globalità e non solo nella sua condizione di malattia.
Vorremmo proporre a chi si occupa di promozione della salute una nuova forma di espressione e una consapevole rottura con il passato, presentando una nostra “classificazione” con tre verbi d’azione che offrono un orizzonte di senso ed un fine: generare, riparare e mitigare.

Generare

Destinatari tutte le persone ovvero l’intera popolazione
La promozione che genera salute è un approccio proattivo alla salute pubblica che ha come destinatari l’intera popolazione e pone l’accento sul ruolo centrale della comunità come agente attivo nel miglioramento della salute, piuttosto che come semplice destinatario passivo di interventi esterni. La promozione generatrice ha come obiettivo sostenere lo sviluppo dei determinanti distali e prossimali della salute, aumentare le opportunità presenti nella comunità ed in particolare facilitarne l’accesso, rimuovere le barriere migliorando gli ambienti fisici, sociali, emotivi, spirituali e intellettuali.  Sul piano individuale, sviluppa le risorse salutogeniche della persona e contrasta l’acquisizione di comportamenti a rischio per la salute. Inoltre è fondamentale lo sviluppo dell’empowerment della persona e della comunità; questo implica il rafforzamento della capacità delle persone di prendere decisioni informate sulla propria salute e di agire collettivamente per migliorare le condizioni di salute della loro comunità. Questi approcci basati sull’empowerment e sul coinvolgimento della comunità non solo migliorano l’efficacia degli interventi di promozione generatrice di salute, ma contribuiscono anche a costruire comunità più resilienti e autonome nel lungo termine. Promuovono un senso di appartenenza e di responsabilità collettiva per la salute, portando a cambiamenti sostenibili nei comportamenti e nelle norme sociali.
Per generare salute sono importanti le seguenti azioni: 
1) Condurre un’azione di Advocacy verso i decisori, in modo che la salute entri a far parte di tutte le politiche nazionali e locali e permetta, come riporta la carta di Ottawa, un’azione sui presupposti della salute: l’abitazione, l’istruzione, il cibo, un reddito (un lavoro), un ecosistema stabile, le risorse sostenibili, la giustizia sociale e l’equità.
2) Conoscere il contesto: effettuare un’analisi dei bisogni e delle risorse, in collaborazione con gli stakeholder ed i destinatari intermedi e finali, dei determinanti politici, economici, sociali, culturali, ambientali, comportamentali e biologici che promuovono o compromettono la salute. 
3) Coinvolgere la comunità nella valutazione partecipata dei bisogni, nell’identificazione delle proprie priorità di salute e lavorare con i membri della comunità per sviluppare strategie di prevenzione adatte al contesto locale e garantire il diritto alla collaborazione sostenendo la coprogettazione e la co-realizzazione. 
4) Creare ambienti favorevoli alla salute e soprattutto avviare azioni intenzionali che promuovano attivamente la loro fruizione da parte di molti individui e gruppi di popolazione perché li possano usare in molti modi diversi.
5) Promuovere la health litteracy per rendere le persone capaci di accedere, comprendere e utilizzare le informazioni in modo da prendere decisioni meglio informate e difendersi dalle teorie antiscientifiche. 
6) Agire sui determinanti prossimali della salute promuovendo la diffusione ed il sostegno di comportamenti favorevoli alla salute, ad esempio: gioco all’aperto; alimentazione sana, buona, giusta e sostenibile; mobilità sostenibile e molto altro
7) Sviluppare le capacità, le conoscenze, le abilità, le competenze e l’empowerment degli individui, delle famiglie, dei gruppi, delle comunità e delle popolazioni
8) Utilizzare processi partecipativi e collaborativi, etici, culturalmente appropriati e orientati all’empowerment; sostenere tecnicamente la partecipazione e la collaborazione considerando il lavoro di gruppo, la negoziazione, la motivazione, la risoluzione dei conflitti, il processo decisionale, la facilitazione e la risoluzione di problemi.
9) Promuovere la partnership: costruire partnership di successo e facilitare lo sviluppo e la sostenibilità di coalizioni e reti coinvolgendo partner provenienti da diversi settori per contribuire attivamente alle azioni della promozione della salute; supportare la formazione di gruppi locali dedicati alla promozione della salute.
10) Migliorare la leadership, tramite lo sviluppo di leadership locale: identificare e formare leader della comunità che possano guidare iniziative di salute; utilizzare capacità di leadership che facilitino l’empowerment, la partecipazione e la collaborazione.
11) Sviluppare una Valutazione partecipata, cioè un sistema di misurazione condiviso che preveda la creazione, la raccolta e la valutazione partecipata dei dati in modo da consentire che tutti siano consapevoli dei cambiamenti nel contesto, che possano imparare dai dati, condividere apertamente informazioni e osservazioni con gli altri e adattare rapidamente le strategie in risposta a un ambiente in evoluzione.

Riparare

Destinatari le persone e i gruppi che hanno comportamenti (pratiche sociali) a rischio
La promozione riparatrice aiuta le persone ed i gruppi che hanno acquisito comportamenti e pratiche sociali a rischio che possono quindi danneggiare la loro salute. Sostiene le persone nel cambiamento dei loro comportamenti attraverso una combinazione di esperienze che aumentano la motivazione, migliorano la consapevolezza e costruiscono abilità, competenze e capacità.  Inoltre modificano le condizioni ambientali, sociali, emozionali che agiscono sulle pratiche sociali per rendere più facili le scelte salutari. 
La promozione riparatrice prevede due strategie complementari: il cambiamento dei comportamenti a rischio e la riduzione del danno.
Cambiamento dei comportamenti a rischio
Il cambiamento dei comportamenti a rischio ha come obiettivo il miglioramento delle abitudini, delle pratiche sociali e delle scelte personali che influenzano direttamente la salute. Le strategie convenzionali si sono concentrate sul persuadere le persone a cambiare il proprio comportamento nel tentativo di ridurre la loro propensione a sviluppare le malattie dello “stile di vita” in modo volontaristico e individualistico.  La maggior parte dei modelli di comportamento presume che gli individui siano in grado di fare scelte ˮmiglioriˮ per sé stessi sulla base delle informazioni ricevute (homo oeconomicus). Questo modello individuale sovrastima il ruolo della scelta individuale e sottovaluta che l’azione autonoma degli individui è limitata da infrastrutture, istituzioni, convenzioni e accesso alle risorse. L’efficacia delle azioni rivolte al cambiamento dei comportamenti a rischio deve tenere conto dei determinanti sociali della salute e del contesto comunitario e deve quindi sempre comprendere interventi di modifica degli ambienti fisici, sociali ed emotivi del contesto di vita. Questa azione va adattata alle specifiche esigenze e caratteristiche culturali della persona e dei diversi gruppi. Inoltre è importante riconoscere che il cambiamento comportamentale richiede tempo. Questo approccio evita di incolpare le vittime e porta alla luce le costruzioni socio-tecniche della salute. [Vedi Colpevolizzare le vittime].
Le azioni che vengono messe in campo includono:
1) Educazione e sensibilizzazione: fornire informazioni accurate e comprensibili sui rischi per la salute e sui benefici di comportamenti sani.
2) Sviluppo di competenze: insegnare abilità pratiche necessarie per adottare e mantenere comportamenti salutari.
3) Motivazione: utilizzare tecniche di motivazione per incoraggiare il cambiamento, come il colloquio motivazionale breve.
4) Supporto sociale: creare reti di supporto che incoraggino e sostengano il cambiamento comportamentale.
5) Approccio partecipativo e collaborativo: coinvolgere attivamente gli individui nella definizione dei propri obiettivi di salute e nella pianificazione delle strategie per raggiungerli.
6) Considerazione del contesto: riconoscere e affrontare le barriere ambientali e sociali che possono ostacolare il cambiamento comportamentale.
7) Empowerment: rafforzare la capacità degli individui di prendere decisioni informate sulla propria salute.
8) Monitoraggio e feedback: fornire strumenti per l’auto-monitoraggio e feedback regolari sui progressi.
9) Approccio graduale: incoraggiare cambiamenti incrementali piuttosto che trasformazioni radicali immediate.
10) Sostenibilità: concentrarsi su strategie che promuovano cambiamenti a lungo termine, non solo risultati a breve termine.
Riduzione del danno
La Riduzione del Danno è un approccio pragmatico che minimizza le conseguenze negative associate a comportamenti potenzialmente pericolosi. Questa strategia, ampiamente utilizzata dalla salute pubblica, riconosce che alcuni individui continueranno a adottare comportamenti nonostante gli sforzi preventivi. Esempi di riduzione del danno includono programmi di distribuzione ad es. di pipe sterili monouso alle persone che usano crack e di altri dispositivi per ridurre il rischio di trasmissione di malattie infettive come l’epatite C e l’HIV nelle persone tossicodipendenti, programmi “guidatore designato” o servizi di trasporto alternativo per ridurre gli incidenti stradali nei bevitori di alcolici. La riduzione del danno mira a creare un ambiente di supporto che possa, comunque, favorire, nel lungo termine, scelte più salutari e sicure.
Nella strategia di riduzione del danno l’approccio alla persona si basa su alcuni principi fondamentali:
1) Non giudizio: si evita di esprimere giudizi morali sui comportamenti dell’individuo, concentrandosi invece sulla sua salute e sicurezza.
2) Rispetto dell’autonomia: si riconosce il diritto della persona di fare le proprie scelte, offrendo supporto senza imporre cambiamenti.
3) Pragmatismo: si accetta che i comportamenti a rischio possano continuare, mirando a ridurne le conseguenze negative piuttosto che eliminarli completamente.
4) Empatia: si cerca di comprendere la situazione dell’individuo dal suo punto di vista, creando un rapporto di fiducia.
5) Accessibilità: si offrono servizi a bassa soglia, facilmente accessibili e senza precondizioni.
6) Educazione: si forniscono informazioni accurate e pratiche per permettere scelte più consapevoli e sicure.
7) Empowerment: si incoraggia l’individuo a prendere il controllo della propria salute, fornendo gli strumenti necessari.
8) Approccio olistico: si considera la persona nella sua totalità, tenendo conto di fattori sociali, economici e psicologici.
9) Continuità: si mantiene un supporto costante nel tempo, riconoscendo che il cambiamento può essere graduale.

Mitigare

Destinatari le persone con patologie croniche fisiche e/o mentali.
La promozione della salute mitigatrice si rivolge a persone che già soffrono di una patologia cronica fisica o mentale. Si riferisce all’insieme di interventi e strategie messe in atto dopo che una malattia si è già manifestata, con l’obiettivo di ridurre l’impatto negativo della malattia rallentandone la progressione e di migliorare la funzionalità, l’autonomia e la qualità della vita del paziente.  Prevede un intervento multidisciplinare di trattamento dello stile di vita per soddisfare i bisogni pratici, sociali ed emotivi che influiscono sulla sua salute e sul suo benessere.  Promuove l’empowerment dei pazienti, incoraggiandoli a prendere un ruolo attivo nel loro percorso di salute e benessere facilita pratiche sociali favorevoli alla salute e riduce i comportamenti a rischio. La promozione che mitiga propone un’ampia gamma di gruppi e servizi comunitari che possono includere attività creative come l’arte, la danza e il canto o altre attività, come gruppi di camminata e il giardinaggio, la cucina, il movimento e lo sport. Inoltre mette a contatto i pazienti con servizi che li aiutano ad affrontare condizioni di rischio come la solitudine, il sovrappeso, il fumo, l’ abuso di alcol, mentre altre agenzie garantiscono un supporto pratico (sostegni al reddito o abitativi) ed emotivo. Le decisioni su quale gruppo o servizio connettersi dipendono dai bisogni e dai desideri del singolo paziente. Molte di queste attività sono assicurate da una rete di Associazioni e gruppi della comunità locale che sono anche in grado di riconoscere le lacune nell’offerta comunitaria e spesso sanno trovare modi creativi per incoraggiare nuove soluzioni. Questa modalità di promozione facilita una maggiore collaborazione tra i settori sanitario, sociale e comunitario (Associazioni e gruppi) per promuovere l’assistenza integrata e superare il tradizionale modello biomedico di salute. 
Una promozione della salute che è in grado di mitigare i problemi ha queste principali caratteristiche:
1) Empowerment del paziente: si concentra sul dare ai pazienti gli strumenti e le conoscenze necessarie per gestire attivamente la propria condizione, incoraggiando l’autonomia e l’autogestione.
2) Approccio olistico: considera non solo gli aspetti fisici della malattia, ma anche quelli psicologici, sociali e ambientali che influenzano la qualità della vita del paziente.
3) Supporto continuo: prevede un sostegno a lungo termine, riconoscendo che le malattie croniche richiedono una gestione costante e adattamenti nel tempo.
4) Collaborazione multidisciplinare: coinvolge diversi professionisti sanitari e sociali per affrontare le molteplici esigenze dei pazienti in modo coordinato.
5) Educazione sanitaria: fornisce informazioni dettagliate sulla condizione, sui vantaggi delle diverse proposte permettendo ai pazienti di prendere decisioni informate.
6) Modifiche dello stile di vita: incoraggiare cambiamenti positivi come una dieta equilibrata, esercizio fisico regolare, cessazione del fumo e gestione dello stress.
7) Supporto psicosociale: offre counseling e supporto per affrontare l’impatto emotivo e sociale della malattia cronica.
8) Adattamento ambientale: promuove modifiche all’ambiente domestico e lavorativo per facilitare l’indipendenza e la sicurezza del paziente.
9) Coinvolgimento della comunità: incoraggia la creazione di reti di supporto comunitario e l’inclusione sociale dei pazienti con condizioni croniche.
10) Monitoraggio continuo: prevede valutazioni regolari per adattare gli interventi alle mutevoli esigenze del paziente nel corso del tempo.

I punti di appoggio di Forhest


“Datemi un punto d’appoggio e vi solleverò il mondo.”
Frase attribuita ad Archimede dal geometra Pappo di Alessandria in Collezioni matematiche 320 d.c.

La partecipazione e la collaborazione sono, secondo Forhest, i due punti di appoggio che permettono un’azione efficace nel migliorare la salute fisica, sociale, psicologica ed emotiva delle persone e lo sviluppo di una comunità resiliente, sostenibile e democratica. La partecipazione e la collaborazione, nel contesto dello sviluppo comunitario e della promozione della salute, sono termini che sono spesso usati in modo intercambiabile, ma ognuno ha caratteristiche proprie e un loro specifico ruolo.  Anche se i processi di miglioramento individuale e di cambiamento sociale sono il risultato di un agire che vede partecipazione e collaborazione integrarsi e completarsi a vicenda.
Nella nostra proposta:
– la partecipazione è un importante punto di partenza per il coinvolgimento delle persone, è il processo che permette loro di scegliere quali siano i loro problemi, le loro priorità e quale direzione di senso dare al proprio agire. Semplificando, la partecipazione garantisce il diritto di scegliere.
– la collaborazione, è una forma più profonda e impegnativa di interazione ed implica il lavorare insieme, unendo idee, competenze, forze, risorse e responsabilità per raggiungere un obiettivo comune. Semplificando, la collaborazione garantisce il diritto di agire.

Il diritto alla partecipazione

Ampliare il potere di scegliere
La partecipazione è un processo dinamico e trasformativo che attraverso il miglioramento della qualità delle decisioni accresce il benessere fisico, psichico, sociale, ed emotivo delle persone e contribuisce a costruire comunità più forti, resilienti e democratiche. 
La vera partecipazione sposta il potere di scegliere e rappresenta un diritto della persona in tutte le fasi del processo decisionale, dalla definizione dei problemi alla ricerca di soluzioni, fino all’implementazione e alla valutazione delle azioni intraprese.
la partecipazione è strettamente legata al concetto di empowerment: il processo attraverso il quale le persone acquisiscono maggiore controllo sulla propria vita e sul proprio ambiente. La partecipazione, in questo senso, diventa uno strumento per rafforzare il senso di appartenenza, la coesione sociale e la capacità delle comunità di affrontare le sfide collettive.
 La partecipazione è un approccio complessivo che implica un ruolo attivo ed un un impegno attivo, un coinvolgimento emotivo e un’apertura al confronto e al cambiamento. La vera partecipazione richiede ascolto attivo, empatia, creatività e una costante disponibilità all’apprendimento reciproco.
La partecipazione oggi è difficile, anche se è un modo naturale dell’umano di relazionarsi con gli altri e di stare nel presente e nel mondo, per questo Forhest intende operare per abbattere le barriere che impediscono che, questa competenza innata, si svolga pienamente e contribuisca alla realizzazione della persona ed allo sviluppo della comunità ed alla soluzione di problemi complessi.

Il diritto alla collaborazione

Ampliare il potere di agire
La collaborazione, è un processo dinamico e multidimensionale che va ben oltre la semplice cooperazione tra individui o gruppi finalizzata al raggiungimento di un obiettivo comune. Si configura come un’interazione complessa e profonda, radicata nella consapevolezza dell’interdipendenza umana e nella necessità di affrontare sfide comuni in modo sinergico e inclusivo. Questo concetto di collaborazione si fonda su una visione dell’essere umano come entità sociale, intrinsecamente connessa al suo ambiente e agli altri. Riconosce che la complessità dei problemi contemporanei richiede un approccio che trascenda i confini individuali, disciplinari e culturali. La vera collaborazione, in questa prospettiva, non è semplicemente un mezzo per raggiungere un obiettivo, ma un processo trasformativo che arricchisce e modifica tutti i partecipanti sviluppando le capacità collettive, valorizzando le risorse e le competenze di ogni individuo e gruppo coinvolto
La collaborazione così intesa richiede un’apertura mentale e una disponibilità al cambiamento. Implica la capacità di mettere in discussione le proprie convinzioni e di accogliere prospettive diverse come opportunità di apprendimento e crescita. Questo processo non è privo di sfide: richiede la gestione creativa dei conflitti, la negoziazione di significati condivisi e la costruzione di un terreno comune pur mantenendo e valorizzando le differenze.
La collaborazione, riconosce che le azioni individuali hanno ripercussioni sulla collettività e che le soluzioni durature ai problemi sociali richiedono un impegno condiviso. Questo implica una riflessione critica sulle strutture di potere esistenti e un impegno attivo per creare spazi più equi e inclusivi di partecipazione. Inoltre, questa concezione di collaborazione enfatizza l’importanza del contesto e delle relazioni. Riconosce che ogni situazione collaborativa è unica e richiede un approccio flessibile e adattivo. Non esistono formule preconfezionate, ma piuttosto principi guida che devono essere applicati con sensibilità alle specificità di ogni contesto.

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