Alimentazione

Come l’ingegneria industriale alimenta l’epidemia di malattie prevenibili

Gli alimenti ultraprocessati (UPF) dominano oggi l’approvvigionamento alimentare globale e sono fortemente associati a malattie cardiache, tumori, diabete, obesità, demenza e morte prematura. Nonostante le evidenze crescenti, le risposte politiche rimangono frammentate, anche a causa delle strategie di disinformazione dell’industria alimentare.
L’articolo di Gearhardt, Brownell e Brandt (2026), pubblicato sul Milbank Quarterly, propone un’analisi comparativa tra l’industria del tabacco e quella degli alimenti ultraprocessati, sostenendo che entrambe utilizzino strategie ingegneristiche simili per massimizzare il consumo compulsivo e la dipendenza, con gravi conseguenze per la salute pubblica.

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Diete ambientalmente sostenibili per i bambini piccoli

La prima infanzia rappresenta una finestra critica per formare abitudini alimentari durature, e i genitori svolgono un ruolo centrale nel plasmare le scelte alimentari dei bambini.

Questo studio esamina le percezioni e i comportamenti dei genitori in relazione a diete sostenibili per i figli, evidenziando come le percezioni dei genitori siano coerenti con i principi scientifici delle diete sostenibili, ma anche come ci sia un un divario tra intenzioni e pratiche reali, che rende necessaria un’esplorazione più approfondita delle barriere e dei facilitatori all’adozione di comportamenti sostenibili.

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La Piramide alimentare delle nuove Linee Guida Dietetiche per gli Americani

Le nuove Linee Guida Dietetiche per gli Americani (DGA), pubblicate a gennaio 2026, hanno suscitato un acceso dibattito tra gli esperti di nutrizione, venendo descritte da alcuni come una “ricetta per una salute peggiore”. Sebbene le linee guida promuovano lo slogan “Eat Real Food” (Mangia cibo vero) e includano raccomandazioni condivisibili sul consumo di frutta, verdura e cereali integrali, il processo che ha portato alla loro stesura è stato pesantemente criticato per la mancanza di trasparenza e i potenziali conflitti di interesse.

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La piramide alimentare delle Società Italiana di Nutrizione Umana

Questa nuova piramide alimentare, pubblicata dalla Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU), aggiorna il modello tradizionale mediterraneo integrando evidenze scientifiche recenti e principi di sostenibilità ambientale per difendere la salute del pianeta. La dieta si sposta con decisione verso un regime prevalentemente vegetale, con il consumo quotidiano di frutta, verdura, cereali integrali e olio extravergine d’oliva. Le proteine animali come pesce, uova e carni bianche hanno un consumo settimanale moderato, mentre le carni rosse e processate vengono drasticamente limitate. Drasticamente ridotto anche l’apporto di zuccheri aggiunti, sale e alcol.

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Caffè, Tè e Prevenzione del Declino Cognitivo e dell’Alzheimer

Finalmente una cosa che piace fa bene alla salute!
Caffè e tè rappresentano molto più di semplici bevande: sono rituali quotidiani, istanti di pausa, occasioni di socialità, momenti in cui godersi un piacere autentico …e fanno pure bene!
Un lavoro su oltre 131.000 partecipanti seguiti in media per circa 37 anni, ha rivelato che un elevato consumo di caffè (con caffeina) è significativamente associato a un minor rischio di demenza. Anche il consumo di tè è risultato protettivo. Al contrario, il caffè decaffeinato non ha mostrato alcuna associazione significativa con la riduzione del rischio di demenza. Le analisi dose-risposta indicano che i benefici maggiori si ottengono con un consumo di circa 2-3 tazze di caffè al giorno o 1-2 tazze di tè. Queste associazioni positive sono indipendenti dalla predisposizione genetica e dai principali fattori di rischio clinici. Il meccanismo principale sembra essere l’antagonismo della caffeina verso i recettori dell’adenosina, che modula la trasmissione sinaptica e attenua l’accumulo di placche nel cervello. Oltre alla caffeina, polifenoli e catechine contribuiscono con benefici antiossidanti e vascolari. Gli autori concludono che il consumo moderato di bevande con caffeina è uno strumento promettente per la prevenzione precoce, sebbene dosi eccessive non offrano vantaggi aggiuntivi e possano peggiorare la qualità del sonno o l’ansia.

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Stili di vita per la prevenzione il trattamento e la remissione del diabete negli adulti

Questo riassunto esecutivo è un complemento alla guida completa di pratica clinica (CPG), Lifestyle Interventions for Treatment and Remission of Type 2 Diabetes and Prediabetes in Adults: A Clinical Practice Guideline dell’American College of Lifestyle Medicine.  Vai al documento completo
Il documento evidenzia come ci siano sempre più prove dei benefici degli interventi sullo stile di vita nel prevenire, ritardare o addirittura portare alla remissione del diabete di tipo 2 (T2D).
Gli interventi sullo stile di vita sono stati dimostrati più efficaci dei farmaci nel prevenire il passaggio dal prediabete al T2D. Per chi ha già il T2D, possono migliorare la qualità di vita, favorire la perdita di peso, ottimizzare il controllo glicemico, ridurre i fattori di rischio cardiovascolare e permettere di ridurre o sospendere i farmaci ipoglicemizzanti, arrivando in alcuni casi alla remissione completa.
Nonostante ci sia un forte consenso che le modifiche dello stile di vita debbano essere la prima linea di trattamento di prediabete, T2D e altre condizioni croniche influenzate dallo stile di vita, mancano linee guida cliniche che si concentrino principalmente su questi interventi come prima linea di gestione del T2D.
Il documento propone raccomandazioni pragmatiche per clinici e operatori sanitari sulla gestione del prediabete, T2D e diabete gestazionale attraverso interventi sullo stile di vita, considerati la pietra angolare della “medicina dello stile di vita”.

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Diete per la salute del pianeta

L’articolo esamina la complessa interazione tra sistemi alimentari, abitudini alimentari e sostenibilità eco-ambientale, sottolineando la necessità di ripensare le transizioni della salute nutrizionale per sostenere sia il benessere umano che l’equilibrio ecologico nell’Antropocene.
Affronta 4 aspetti determinanti:
1. L’impatto degli alimenti di origine animale rispetto a quelli di origine vegetale
2. Fattori di rischio alimentari legati all’epidemia di obesità e sostenibilità eco-ambientale
3. Diete per la salute planetaria come soluzioni per transizioni nutrizionali sostenibili
4. Raccomandazioni per interventi sinergici collaborativi
Per raggiungere una salute nutrizionale sostenibile, è necessario allineare la salute umana alla sostenibilità ambientale.
In questo contesto, il documento offre raccomandazioni chiave:
1) promuovere diete per la salute planetaria, definite come diete sostenibili a base vegetale con minori impatti ambientali, introdotte dalla Commissione EAT-Lancet nel 2019
2) enfatizzare la medicina dello stile di vita nella nutrizione come strategia preventiva per supportare cambiamenti nello stile di vita focalizzati sulla nutrizione;
3) promuovere l’educazione ecologica alla salute pubblica per migliorare l’alfabetizzazione nutrizionale.

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L’impatto di varie forme di tassazione su bevande analcoliche e zucchero nei Paesi Bassi 

Questo studio valuta l’impatto delle varie forme di tassazione sulle bevande non alcoliche (tassa fissa più alta e tasse a livelli basate sul contenuto di zucchero) sulle vendite di bevande analcoliche e zuccheri nei Paesi Bassi per il 2025.
Utilizzando dati sui prezzi e volumi di vendita da database olandesi, sono state stimate le vendite in sei scenari fiscali: tassa fissa precedente più bassa, attuale tassa fissa più alta, e quattro possibili tasse a livelli con aliquote crescenti per bevande più zuccherate.
Lo studio suggerisce che l’implementazione di una tassazione a livelli potrebbe ridurre sostanzialmente le vendite di bevande e zucchero non alcoliche nei Paesi Bassi, con potenziali benefici per la salute pubblica.
Forhest ricorda che la tassazione delle sostanze pericolose per la salute (ad esempio tabacco e prodotti correlati, alcolici) è sempre risultata una strategia efficace a sostegno della salute.

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