Strumenti di partecipazione

Una biblioteca come bene comune

Nel cuore della provincia di Roma, il comune di Rignano Flaminio, circa 10.000 abitanti, è diventato un esempio emblematico di come l’amministrazione condivisa possa risolvere le croniche carenze di risorse che affliggono i piccoli enti locali. L’esperienza della biblioteca comunale, un tempo a rischio per la mancanza di personale strutturato, è stata radicalmente trasformata grazie alla firma di un Patto di collaborazione tra l’amministrazione comunale e il Comitato Libri Aperti. Il numero di utenti registrati è passato da 100 a circa 600, con una fortissima componente giovanile. La biblioteca è stata trasformata in un vivace presidio culturale e sociale, dove il prestito dei libri si affianca ad altre attività. La partecipazione attiva dei cittadini ha permesso anche la rigenerazione fisica dei beni comuni: i volontari hanno ridipinto e arredato sale studio per renderle più funzionali, dimostrando che la cura della collettività va di pari passo con la valorizzazione del patrimonio pubblico.

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I Promotori della Salute secondo Forhest

L’azione di promozione della salute è un’azione collettiva e multidisciplinare in cui ciascuno partecipa con le proprie conoscenze, competenze, risorse ed esperienze. I promotori della salute non sono solo i professionisti sanitari, ma tutti gli attori che con la loro azione influenzano la salute delle persone e delle comunità. È necessario riconoscere e valorizzare questi diversi attori promuovendo, sostenendo e facilitando collaborazioni intersettoriali e approcci collaborativi di lungo periodo.
Forhest quindi promuove il diritto alla partecipazione e alla collaborazione dei molti attori presenti nelle comunità nelle azioni di promozione della salute.

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Le ragazze e i ragazzi protagonisti a Morino (AQ)

IForhest ha già proposto l’importanza della partecipazione dei bambini alle scelte che li riguardano. Ora, presentiamo una esperienza sia di partecipazione ma anche di collaborazione realizzativa di ragazzi e ragazze che non solo hanno deciso cosa fare, ma hanno collaborato manutenendo e gestendo un bene comune. Questo è accaduto a Morino, nella Marsica, una regione dell’Abruzzo attraversata dal fiume Liri.

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Un Toolkit con i suggerimenti per includere i bambini dalla nascita ai 5 anni nel processo decisionale

Il Ministero irlandese per l’Infanzia, l’Uguaglianza, la Disabilità, l’Integrazione e la Gioventù ha accolto con favore il lancio di un kit di strumenti per includere i bambini dalla nascita ai cinque anni nel processo decisionale.
Il toolkit è uno degli strumenti pubblicati da un’iniziativa dipartimentale chiamata Hub na nÓg, il centro nazionale di eccellenza e coordinamento nella partecipazione dei bambini e dei giovani al processo decisionale. Participation Framework | Hub Na nÓg
Il toolkit vuole essere una risorsa utile per tutti gli adulti che lavorano con i bambini piccoli e li sostengono: educatori della prima infanzia, operatori sanitari, insegnanti di bambini piccoli, assistenti sociali, genitori, assistenti all’infanzia, organizzazioni che offrono sport, danza, ginnastica e altri corsi ai bambini e in qualsiasi altro luogo o spazio in cui gli adulti lavorano direttamente con bambini piccoli.

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Perché la partecipazione è importante: le prove a favore del coinvolgimento dei bambini e dei giovani nelle politiche e nei processi decisionali

Un ostacolo importante alla partecipazione dei giovani alle decisioni che riguardano la loro vita è la critica conservatrice che i bambini e i giovani manchino di maturità cognitiva, esperienza o giudizio razionale per contribuire a decisioni complesse.
Questa prospettiva è messa in discussione dall’evidenza e dalla pratica.
Oltre a chiedersi se i bambini hanno il diritto di partecipare o se fanno la differenza quando lo fanno, dobbiamo chiederci cosa succede quando partecipano effettivamente.
In questo articolo sono riportate molte prove di come la loro partecipazione influenzi il loro sviluppo, le decisioni prese, gli ambienti fisici e sociali dove vivono e la società in generale.

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La scala della partecipazione. Hart 1992

Proposta da Sherry Arnstein nel 1969, la Scala della Partecipazione dei Cittadini è uno dei modelli più ampiamente citati e influenti nel campo della partecipazione pubblica democratica.
L’analisi penetrante e pragmatica di Arnstein ha avanzato un argomento centrale che rimane rilevante oggi come lo era nel 1969: la partecipazione dei cittadini ai processi democratici, per essere considerata “partecipazione” in senso autentico o pratico, richiede la ridistribuzione del potere. Nella formulazione di Arnstein, la partecipazione dei cittadini è potere dei cittadini.
Viene qui presentata la versione della scala per i bambini e gli adolescenti, proposta da Roger Hart nel 1992.

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