Politiche sanitarie

I Promotori della Salute secondo Forhest

L’azione di promozione della salute è un’azione collettiva e multidisciplinare in cui ciascuno partecipa con le proprie conoscenze, competenze, risorse ed esperienze. I promotori della salute non sono solo i professionisti sanitari, ma tutti gli attori che con la loro azione influenzano la salute delle persone e delle comunità. È necessario riconoscere e valorizzare questi diversi attori promuovendo, sostenendo e facilitando collaborazioni intersettoriali e approcci collaborativi di lungo periodo.
Forhest quindi promuove il diritto alla partecipazione e alla collaborazione dei molti attori presenti nelle comunità nelle azioni di promozione della salute.

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Public health literacy per una sanità equa e partecipata

L’articolo sottolinea come la salute, sia individuale che di comunità, dipende dai determinanti sociali, dalle politiche pubbliche, dai servizi resi disponibili, dalle condizioni di vita, dall’ambiente in cui si vive e lavora e come quindi la public health literacy sia centrale per permettere alle persone di comprendere e intervenire su questi determinanti e per contrastare le disuguaglianze di salute: senza una cultura diffusa della salute pubblica, ampie fasce della popolazione restano escluse dalle decisioni che riguardano la prevenzione, le politiche sanitarie e le misure di tutela collettiva.
L’articolo evidenzia anche come sistemi sanitari e servizi pubblici dovrebbero supportare attivamente questa alfabetizzazione estesa: non solo dando accesso alle informazioni, ma rendendole comprensibili, contestualizzate e utilizzabili.

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Politiche sanitarie, servizi sanitari e promozione della salute prima del concepimento

Le evidenze suggeriscono che la salute dei genitori prima del concepimento contribuisce al rischio di malattie croniche nei figli. Attraverso meccanismi biologici come processi epigenetici, cellulari, fisiologici e metabolici, diversi fattori di rischio comportamentali nel periodo preconcezionale (peso, nutrizione, fumo, alcol) sono stati collegati a esiti di salute a lungo termine nella prole, come disturbi cardiometabolici, problemi neuro-evolutivi e diabete di tipo 2. Anche l’esposizione dei genitori a fattori di rischio ambientali come ftalati, inquinamento e pesticidi può aumentare il rischio di difetti congeniti, problemi comportamentali e cancro nei bambini. Le ricerche suggeriscono che gli individui potrebbero essere più propensi a fare scelte comportamentali positive, se queste avvantaggiano la salute del bambino non ancora nato, rispetto alla propria salute. Sono cose che vediamo per esempio con la cessazione del fumo e l’astinenza da alcol. Pertanto, migliorare la salute preconcezionale offre un’opportunità unica per la prevenzione delle malattie croniche e la riduzione delle disuguaglianze tra generazioni. L’articolo delinea un quadro che comprenda tre ambiti: politica sanitaria, promozione della salute e servizi sanitari, dando priorità a un approccio “tutta la popolazione” e “intero sistema” per affrontare le disuguaglianze sanitarie.

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