Esperienze nel territorio

“Io esco a giocare”: una ricetta per la salute

La campagna internazionale “Io esco a giocare” si pone come una risposta sistemica e radicale a una crisi educativa e sociale senza precedenti. Il contesto di partenza è il crescente allarme, supportato da studi della Concordia University e raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, riguardo all’impatto negativo dei dispositivi digitali sull’infanzia. L’uso improprio di smartphone e tablet è correlato a un impoverimento del linguaggio, uno stile di vita sedentario, obesità, ansia, mancanza di concentrazione e disturbi del ciclo del sonno. Sebbene molte nazioni, come l’Irlanda, la Spagna o l’Australia, stiano introducendo divieti rigorosi sull’uso dei cellulari e dei social network sotto i 16 anni, le fonti sottolineano che la sola via normativa è insufficiente. I divieti, se non accompagnati da alternative attraenti, rischiano di alimentare solo la curiosità e il desiderio di trasgressione dei bambini.

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Una biblioteca come bene comune

Nel cuore della provincia di Roma, il comune di Rignano Flaminio, circa 10.000 abitanti, è diventato un esempio emblematico di come l’amministrazione condivisa possa risolvere le croniche carenze di risorse che affliggono i piccoli enti locali. L’esperienza della biblioteca comunale, un tempo a rischio per la mancanza di personale strutturato, è stata radicalmente trasformata grazie alla firma di un Patto di collaborazione tra l’amministrazione comunale e il Comitato Libri Aperti. Il numero di utenti registrati è passato da 100 a circa 600, con una fortissima componente giovanile. La biblioteca è stata trasformata in un vivace presidio culturale e sociale, dove il prestito dei libri si affianca ad altre attività. La partecipazione attiva dei cittadini ha permesso anche la rigenerazione fisica dei beni comuni: i volontari hanno ridipinto e arredato sale studio per renderle più funzionali, dimostrando che la cura della collettività va di pari passo con la valorizzazione del patrimonio pubblico.

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Medellín: da Capitale del Narcotraffico a Capitale della Sostenibilità

Medellín, la seconda città della Colombia situata nel cuore della valle di Aburrà, sta vivendo una trasformazione senza precedenti che ha cambiato radicalmente il suo volto e il suo destino. Un tempo tristemente nota per essere il centro operativo del cartello di Pablo Escobar, oggi la città è diventata un modello mondiale di innovazione urbana e sostenibilità ambientale.
Il successo di Medellín non è frutto del caso, ma di una chiara volontà politica. Il sindaco Federico Andrés Gutiérrez ha promosso questa svolta verde investendo milioni di euro di fondi pubblici derivanti dalle tasse dei cittadini.
Questa trasformazione dimostra che il cambiamento è possibile ovunque, a patto che ci sia la determinazione di adottare un nuovo modello di sviluppo. Medellín ha dimostrato che trasformare il cemento in giardini non è solo una scelta estetica o ambientale, ma uno strumento fondamentale per rafforzare l’identità sociale e la resilienza di una metropoli.

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Le ragazze e i ragazzi protagonisti a Morino (AQ)

IForhest ha già proposto l’importanza della partecipazione dei bambini alle scelte che li riguardano. Ora, presentiamo una esperienza sia di partecipazione ma anche di collaborazione realizzativa di ragazzi e ragazze che non solo hanno deciso cosa fare, ma hanno collaborato manutenendo e gestendo un bene comune. Questo è accaduto a Morino, nella Marsica, una regione dell’Abruzzo attraversata dal fiume Liri.

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