Bambini

“Io esco a giocare”: una ricetta per la salute

La campagna internazionale “Io esco a giocare” si pone come una risposta sistemica e radicale a una crisi educativa e sociale senza precedenti. Il contesto di partenza è il crescente allarme, supportato da studi della Concordia University e raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, riguardo all’impatto negativo dei dispositivi digitali sull’infanzia. L’uso improprio di smartphone e tablet è correlato a un impoverimento del linguaggio, uno stile di vita sedentario, obesità, ansia, mancanza di concentrazione e disturbi del ciclo del sonno. Sebbene molte nazioni, come l’Irlanda, la Spagna o l’Australia, stiano introducendo divieti rigorosi sull’uso dei cellulari e dei social network sotto i 16 anni, le fonti sottolineano che la sola via normativa è insufficiente. I divieti, se non accompagnati da alternative attraenti, rischiano di alimentare solo la curiosità e il desiderio di trasgressione dei bambini.

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Impatto della qualità dell’aria nelle scuole sulla salute e sul rendimento scolastico dei bambini

Questo editoriale fa parte di una serie di 6 articoli che analizzano il ruolo cruciale della qualità dell’aria negli ambienti scolastici come fattore determinante per la salute, lo sviluppo cognitivo e le capacità di apprendimento dei bambini.
L’articolo sottolinea come l’esposizione a inquinanti possa interferire con lo sviluppo del sistema nervoso centrale, influenzando negativamente attenzione, memoria, capacità di concentrazione e rendimento scolastico, ed evidenzia come le scuole situate in aree urbane ad alto traffico o in contesti socio-economici svantaggiati sono spesso più esposte all’inquinamento, con ricadute negative che amplificano le disuguaglianze di salute.

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Politiche sanitarie, servizi sanitari e promozione della salute prima del concepimento

Le evidenze suggeriscono che la salute dei genitori prima del concepimento contribuisce al rischio di malattie croniche nei figli. Attraverso meccanismi biologici come processi epigenetici, cellulari, fisiologici e metabolici, diversi fattori di rischio comportamentali nel periodo preconcezionale (peso, nutrizione, fumo, alcol) sono stati collegati a esiti di salute a lungo termine nella prole, come disturbi cardiometabolici, problemi neuro-evolutivi e diabete di tipo 2. Anche l’esposizione dei genitori a fattori di rischio ambientali come ftalati, inquinamento e pesticidi può aumentare il rischio di difetti congeniti, problemi comportamentali e cancro nei bambini. Le ricerche suggeriscono che gli individui potrebbero essere più propensi a fare scelte comportamentali positive, se queste avvantaggiano la salute del bambino non ancora nato, rispetto alla propria salute. Sono cose che vediamo per esempio con la cessazione del fumo e l’astinenza da alcol. Pertanto, migliorare la salute preconcezionale offre un’opportunità unica per la prevenzione delle malattie croniche e la riduzione delle disuguaglianze tra generazioni. L’articolo delinea un quadro che comprenda tre ambiti: politica sanitaria, promozione della salute e servizi sanitari, dando priorità a un approccio “tutta la popolazione” e “intero sistema” per affrontare le disuguaglianze sanitarie.

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Le ragazze e i ragazzi protagonisti a Morino (AQ)

IForhest ha già proposto l’importanza della partecipazione dei bambini alle scelte che li riguardano. Ora, presentiamo una esperienza sia di partecipazione ma anche di collaborazione realizzativa di ragazzi e ragazze che non solo hanno deciso cosa fare, ma hanno collaborato manutenendo e gestendo un bene comune. Questo è accaduto a Morino, nella Marsica, una regione dell’Abruzzo attraversata dal fiume Liri.

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Il microbioma dei suoli degli asili

L’esposizione a una vasta gamma di batteri del suolo nei parchi giochi potrebbe essere un modo chiave per i bambini di rafforzare il sistema immunitario e la salute intestinale, secondo i ricercatori della Flinders University, che hanno messo alla prova il concetto indagando sulle aree giochi di 22 asili per l’infanzia ad Adelaide.
Lo studio ha rilevato una maggiore diversità di batteri del suolo in aree di gioco ben vegetate, evidenziando la necessità di pianificare una maggiore biodiversità negli ambienti urbani.
Lo studio ha anche rilevato che la diversità dei microbi benefici era inferiore nelle sabbiere rispetto ai suoli (aiuole, aree di ‘gioco di fango’, prati)
C’è un grande potenziale per gestire questi fattori e migliorare l’esposizione dei bambini alle comunità batteriche associate alla salute in un momento critico dello sviluppo del loro sistema immunitario.

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Affrontare gli effetti del cambiamento climatico sullo sviluppo nella prima infanzia

Il cambiamento climatico viene solitamente presentato come un problema futuro, ma in realtà sta già modificando gli ambienti in cui i bambini vivono, crescono, giocano e imparano. Nonostante questa realtà, l’attenzione pubblica si concentra raramente su come il cambiamento climatico influenzi lo sviluppo dei bambini o su cosa possiamo fare al riguardo.
Questo rapporto, realizzato in collaborazione con il Center on the Developing Child dell’Università di Harvard e l’Harvard Chan C-CHANGE, offre indicazioni pratiche per attivisti, ricercatori, organizzatori e altri comunicatori che possono contribuire a plasmare il dibattito sul cambiamento climatico e lo sviluppo infantile.
Il rapporto include:
1) Un’analisi di come le persone percepiscono attualmente questi problemi
2) Un’analisi delle sfide comunicative
3) Raccomandazioni per formulare messaggi che favoriscano la comprensione da parte del pubblico degli impatti del cambiamento climatico sullo sviluppo della prima infanzia

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Gioco all’aperto e competenza socio-emotiva nel bambino

Lo studio ha analizzato l’associazione tra il gioco all’aperto riferito dai bambini, le visite ai parchi e la competenza socio-emotiva (SEC) in un campione di 2568 bambini di età compresa tra 7 e 12 anni e mezzo della coorte multietnica Born in Bradford (BiB) nel Regno Unito.
Lo studio ha rilevato che un aumento del gioco all’aperto era linearmente associato a punteggi migliori nella SEC.
Le semplici visite al parco non hanno invece mostrato alcuna prova di un’associazione suggerendo che il tempo trascorso in parchi/spazi verdi formali può essere di minore importanza per la SEC per bambini, rispetto al gioco all’aperto più in generale.

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Un Toolkit con i suggerimenti per includere i bambini dalla nascita ai 5 anni nel processo decisionale

Il Ministero irlandese per l’Infanzia, l’Uguaglianza, la Disabilità, l’Integrazione e la Gioventù ha accolto con favore il lancio di un kit di strumenti per includere i bambini dalla nascita ai cinque anni nel processo decisionale.
Il toolkit è uno degli strumenti pubblicati da un’iniziativa dipartimentale chiamata Hub na nÓg, il centro nazionale di eccellenza e coordinamento nella partecipazione dei bambini e dei giovani al processo decisionale. Participation Framework | Hub Na nÓg
Il toolkit vuole essere una risorsa utile per tutti gli adulti che lavorano con i bambini piccoli e li sostengono: educatori della prima infanzia, operatori sanitari, insegnanti di bambini piccoli, assistenti sociali, genitori, assistenti all’infanzia, organizzazioni che offrono sport, danza, ginnastica e altri corsi ai bambini e in qualsiasi altro luogo o spazio in cui gli adulti lavorano direttamente con bambini piccoli.

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Perché la partecipazione è importante: le prove a favore del coinvolgimento dei bambini e dei giovani nelle politiche e nei processi decisionali

Un ostacolo importante alla partecipazione dei giovani alle decisioni che riguardano la loro vita è la critica conservatrice che i bambini e i giovani manchino di maturità cognitiva, esperienza o giudizio razionale per contribuire a decisioni complesse.
Questa prospettiva è messa in discussione dall’evidenza e dalla pratica.
Oltre a chiedersi se i bambini hanno il diritto di partecipare o se fanno la differenza quando lo fanno, dobbiamo chiederci cosa succede quando partecipano effettivamente.
In questo articolo sono riportate molte prove di come la loro partecipazione influenzi il loro sviluppo, le decisioni prese, gli ambienti fisici e sociali dove vivono e la società in generale.

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