N. 33 – 21 aprile 2026

La fiducia è un verbo

La fiducia nella sanità non si accumula: si costruisce momento per momento, attraverso piccoli gesti quotidiani. Il medico che spiega il perché di una scelta, il funzionario che ammette un’incertezza, l’operatore che ascolta davvero: sono queste azioni concrete e ripetute — non le grandi campagne — a ricostruire un legame autentico tra cittadini e sistema sanitario.
 
e inoltre:
– Giornata mondiale della Salute 2026 “Insieme per la salute. Schierati con la scienza”.
– Musica e maternità.
– La natura su prescrizione medica.
– Dal tabacco agli alimenti ultraprocessati: come l’ingegneria industriale alimenta l’epidemia di malattie prevenibili.
– Un convegno: “Verde e benessere. La natura che cura”. Padova 24 aprile 2026.

La fiducia è un verbo: come ricostruire la fiducia nella sanità.

Per decenni abbiamo pensato alla fiducia come a un conto in banca: le istituzioni la accumulano nel tempo e la usano quando ne hanno bisogno. Ma questo modello non funziona più. La fiducia non è qualcosa che si possiede: è qualcosa che si fa, ogni giorno, in ogni interazione. Ecco perché fiducia è verbo, azione, non sostantivo.

Il problema della fiducia oggi
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Negli ultimi anni, la fiducia delle persone nella scienza, nella medicina e nelle istituzioni sanitarie è diminuita ed è diventata una preoccupazione centrale in molti paesi. Per decenni, abbiamo trattato la fiducia come un conto bancario, come qualcosa in cui le istituzioni potevano depositare denaro, che cresceva indisturbato e da cui prelevare a piacimento. Ma la fiducia non funziona più così, ammesso che l’abbia mai fatto.
I sistemi sanitari e di sanità pubblica sono stati progettati per fornire assistenza, monitorare i rischi e offrire indicazioni che migliorino il benessere della popolazione. Tuttavia, le persone si muovono oggi in contesti informativi in continua evoluzione che offrono molti più luoghi in cui cercare consigli o conferme. Quando incontrano un medico o si imbattono in linee guida di salute pubblica, hanno spesso già dedicato molto tempo alla ricerca e alla discussione di informazioni sanitarie. Negli spazi online, le persone imparano le une dalle altre, formano aspettative condivise e costruiscono norme che risultano più interattive rispetto alla comunicazione dall’alto verso il basso delle istituzioni.
Tre cambiamenti influenzano queste aspettative:
1. l’esperienza vissuta ora guida il modo in cui le persone interpretano la salute
2. le conversazioni sulla scienza si muovono a un ritmo che mette alla prova la comprensione
3. strumenti e servizi personalizzati plasmano ciò che le persone considerano credibile

Se i sistemi sanitari desiderano costruire fiducia nell’assistenza sanitaria, nella prevenzione e nella salute pubblica, devono rispondere a questi cambiamenti.

Tre azioni concrete per ricostruire la fiducia.
1. Praticare l’affidabilità ogni giorno.
La fiducia si costruisce attraverso piccoli gesti quotidiani, non attraverso grandi campagne di comunicazione.
Un infermiere che si prende un minuto in più per spiegare perché il piano di cura è cambiato; un funzionario sanitario che dice apertamente “non lo sappiamo ancora” invece di fingere certezze che non esistono: questi momenti contano più di qualsiasi comunicato stampa.
Le istituzioni guadagnano fiducia quando le loro azioni corrispondono ai loro valori dichiarati: quando i cittadini vengono coinvolti nelle decisioni sanitarie e vedono che il loro contributo ha davvero un peso, la fiducia nel processo cresce. 
2. Rinnovare il contratto sociale attraverso le generazioni.
La fiducia si percepisce in modo diverso a seconda dell’età, perché ogni generazione ha vissuto la salute e l’autorità istituzionale in modo diverso. Ricostruire la fiducia significa riconoscere queste differenze, ascoltare ogni generazione nel suo linguaggio e lavorare in modo intergenerazionale. Quella che sembra resistenza o disinteresse è spesso una richiesta di dialogo basato su rispetto e riconoscimento reciproco.
3. Ricostruire il legame tra scienza e società.
Serve ricostruire una struttura chiara che mostri alle persone come le prove scientifiche diventano decisioni politiche e raccomandazioni sanitarie. Questo spazio oggi è quasi invisibile, e la sua assenza alimenta sfiducia. Alcune esperienze positive già esistono: ricerche cliniche progettate insieme ai pazienti, dialoghi comunitari in cui esperti e cittadini ragionano insieme sui compromessi delle scelte sanitarie… Questi approcci funzionano perché rendono il ragionamento visibile e comprensibile. Il messaggio è semplice ma potente: “La tua esperienza aiuta a definire le domande giuste; la scienza ci aiuta a rispondervi in modo affidabile.”
 

Giornata Mondiale della Salute 2026.
Insieme per la salute. Schierati con la scienza.

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La Giornata Mondiale della Salute, celebrata ogni anno il 7 aprile e promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, rappresenta un momento fondamentale per riflettere sullo stato della salute globale e sulle sfide che i sistemi sanitari devono affrontare.
Nel 2026, con il tema “Insieme per la salute. Schierati con la scienza”, la giornata invita tutti a schierarsi a fianco della scienza e vuole celebrare il potere della collaborazione scientifica per proteggere la salute delle persone, degli animali, delle piante e del pianeta, mettendo in luce sia i risultati scientifici raggiunti sia la cooperazione multilaterale necessaria per trasformare le evidenze in azioni concrete. 
Negli ultimi anni, il mondo ha assistito a un aumento della disinformazione sanitaria, spesso amplificata dai social media e da fonti non verificate. Teorie prive di fondamento scientifico, come il rifiuto dei vaccini o la diffusione di cure non validate, hanno contribuito a generare confusione e sfiducia nei confronti delle istituzioni sanitarie, questo fenomeno non solo ostacola le campagne di prevenzione, ma può avere conseguenze dirette e gravi sulla salute pubblica.
La scienza, al contrario, si basa su metodo, verifica e aggiornamento continuo. Le conquiste ottenute grazie alla ricerca scientifica — dai vaccini alle terapie innovative — hanno permesso di salvare milioni di vite e di migliorare significativamente la qualità della vita delle persone: ignorare questi risultati significa mettere a rischio non solo il singolo individuo, ma l’intera collettività.
Contrastare i movimenti antiscientifici non significa limitare la libertà di opinione, bensì promuovere un’informazione corretta e accessibile. È fondamentale investire nell’educazione scientifica fin dalle scuole, sviluppando il pensiero critico e la capacità di distinguere tra fonti affidabili e contenuti fuorvianti. Allo stesso tempo, le istituzioni devono impegnarsi a comunicare in modo chiaro, trasparente e comprensibile, evitando linguaggi troppo tecnici che possano allontanare i cittadini. 
Un ruolo cruciale è svolto anche dagli operatori sanitari, che rappresentano un punto di riferimento diretto per la popolazione. Medici, infermieri e professionisti della salute devono essere supportati nel loro compito di informare e rassicurare, contrastando attivamente la diffusione di fake news e miti infondati.

Solo attraverso la collaborazione tra istituzioni, comunità scientifica e cittadini sarà possibile affrontare le sfide del presente e costruire un futuro in cui la salute sia davvero un diritto universale, fondato su conoscenze solide e condivise.

Musica e Maternità.
Il canto come cura per la depressione post-partum.



Music and Motherhood (Musica e Maternità) è un programma innovativo che utilizza il canto di gruppo come strumento terapeutico per supportare le donne che soffrono di depressione post-partum. Music and Motherhood dimostra che la bellezza e la creatività possono essere strumenti clinici potenti e sostenibili. Un cerchio di donne che cantano insieme, con i loro bambini in braccio, non è solo un momento di leggerezza: è un atto terapeutico, relazionale e culturale che agisce in profondità sul benessere emotivo, sul senso di identità e sulla capacità di costruire legami. Un esempio concreto di come l’arte, quando ben integrata con la sanità, possa ampliare il modo in cui ci prendiamo cura delle persone.

L’esperienza italiana.

In Italia il progetto, importato dal Regno Unito, è stato coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e realizzato all’interno dei Consultori Familiari pubblici di tre città: Torino, Roma ed Este. Questa scelta è significativa: i consultori rappresentano un punto di accesso territoriale vicino alle famiglie, radicato nel sistema di cure primarie e già frequentato dalle neomamme.
Il programma si articola in un ciclo di 10 incontri settimanali, ciascuno della durata di circa 90 minuti. Le sessioni includono:
– Riscaldamento vocale per avvicinare le partecipanti alla pratica canora in modo graduale e non intimidatorio;
– Canti semplici in diverse lingue, appresi per imitazione, senza bisogno di competenze musicali pregresse;
– Momenti di socializzazione facilitati da rinfreschi, che creano un clima informale e accogliente.

Le evidenze scientifiche raccolte dimostrano che il canto di gruppo produce effetti rapidi e misurabili sulla riduzione dei sintomi depressivi. I benefici documentati sono:
– Miglioramento dell’umore e della fiducia in sé stesse;
– Rafforzamento del legame madre-bambino;
– Sostegno tra pari e contrasto all’isolamento.


Pietro Grussu, psicologo, responsabile dei Consultori familiari di Padova, Azienda ULSS 6 Euganea racconta la sua esperienza nel progetto realizzato presso il consultorio familiare di Este (PD). Dal punto di vista dello specialista della salute mentale, la musica e il gruppo assumono un ruolo centrale: proporre un’esperienza artistica e demedicalizzata in un contesto condiviso contribuisce a rafforzare l’autostima delle madri, promuovendo inclusione multiculturale e relazioni di sostegno reciproco. 


Una guida pratica per operatori sanitari e musicisti.

Lo studio condotto in Italia ha registrato risultati molto incoraggianti, tuttavia, il passaggio da progetto pilota a programma stabile richiede ancora lavoro e investimenti. 
L’Istituto Superiore di Sanità ha così pubblicato la guida “Musica e Maternità. Incontri di canto per il benessere emotivo delle neomamme” a cura di Ilaria Lega, Ilaria Luzi, Simona Mastroeni e Claudia Ferraro che descrive l’intervento di canto di gruppo per neomamme con sintomi di depressione post partum.
La guida è destinata a operatori sanitari, decisori e professionisti del settore artistico-culturale che desiderano offrire alle neomamme con sintomi di depressione post-partum un percorso di supporto basato sul canto di gruppo.
La Depressione Post Partum colpisce il 13-15% delle donne dopo il parto e, se non trattata, può avere effetti negativi duraturi sulla madre, sul bambino e sull’intera famiglia.
La guida illustra in modo dettagliato:
– Come analizzare il contesto locale e costruire un gruppo multidisciplinare di professionisti sanitari e musicisti
– Come reclutare le partecipanti attraverso i consultori familiari, utilizzando la scala EPDS per identificare le donne eleggibili
– La struttura degli incontri: 10 sessioni settimanali di circa 90 minuti, condotte da un leader di canto affiancato da un operatore sanitario
– I ruoli e le responsabilità di ciascuna figura coinvolta, incluso l’operatore di collegamento
– Gli strumenti di monitoraggio e valutazione, sia quantitativi (EPDS, WHO-5, PSS-10) che qualitativi (focus group)
Il programma non è un semplice laboratorio musicale: è un intervento clinicamente fondato, che mette la madre al centro, offrendole uno spazio di espressione, identità e connessione con altre donne. I risultati dimostrano una riduzione significativa dei sintomi depressivi e un miglioramento del legame madre-bambino. Come ha scritto l’OMS: “il semplice atto di riunirsi ogni settimana per cantare in gruppo può fare una differenza reale e tangibile nella vita delle mamme con depressione post-natale.”

La natura su prescrizione nella pratica: modelli internazionali e loro tendenze.


Gli Interventi basati sulla Natura (IbN) si stanno affermando come strumenti efficaci per supportare il trattamento delle malattie croniche e migliorare il benessere. L’articolo analizza i principali modelli internazionali — ParkRx America, le Nature Prescriptions scozzesi, le Prescrizioni Sociali Verdi del Regno Unito e il programma finlandese di salute planetaria di Lahti — evidenziando che non esiste un modello unico replicabile, ma che reti territoriali, formazione dei prescrittori e personalizzazione degli interventi sono condizioni indispensabili per il successo.

Dal tabacco agli alimenti ultraprocessati.


Come l’ingegneria industriale alimenta l’epidemia di malattie prevenibili.

Gli alimenti ultraprocessati (UPF) dominano oggi l’approvvigionamento alimentare globale e sono fortemente associati a malattie cardiache, tumori, diabete, obesità, demenza e morte prematura. Nonostante le evidenze crescenti, le risposte politiche rimangono frammentate, anche a causa delle strategie di disinformazione dell’industria alimentare.
Questo studio, pubblicato sul Milbank Quarterly, propone un’analisi comparativa tra l’industria del tabacco e quella degli alimenti ultraprocessati, sostenendo che entrambe utilizzino strategie ingegneristiche simili (ottimizzazione della dose, velocità di somministrazione, breve durata dell’effetto, additivi  e ingegneria del piacere, comodità ingegneristica, health washing) per massimizzare il consumo compulsivo e la dipendenza, con gravi conseguenze per la salute pubblica.
 

Un convegno. Verde e benessere: La natura che cura.

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Padova, 24 aprile 2026 – 13.30 Casa del mutilato di guerra – Piazzale Mazzini, 40


Un evento che parla a professionisti, amministratori e cittadini con un messaggio chiaro: il verde non è ornamento, è cura.
Il seminario “Verde e Benessere – La natura che cura” si presenta come un appuntamento di grande interesse e attualità, capace di mettere in dialogo discipline diverse attorno a un tema sempre più centrale: il rapporto tra ambienti naturali e salute umana. Il programma è ricco e ben strutturato.
Si spazia dai benefici cognitivi ed emotivi del contatto con la natura — affrontati dalla Prof.ssa Moè dell’Università di Padova — fino a esperienze concrete come la montagna terapia con i giovani, l’orticoltura terapeutica all’Ospedale San Camillo e gli spazi biofilici per persone con demenza. Particolarmente significativa è la presenza del progetto europeo RESONATE, con i suoi Resilience Hub a Padova, Salisburgo e Barcellona, che dimostra come il verde urbano possa diventare infrastruttura sociale e strumento di coesione comunitaria.
Apprezzabile è anche la scelta di chiudere con una performance sensoriale degli studenti e un concerto al pianoforte nei Giardini della Rotonda: un modo per incarnare, non solo descrivere, il benessere che la natura può offrire.

IL PROGRAMMA:


13.30 Accoglienza e Registrazione

13.45 Saluti
Valeria Filosa Associazione Italiana Direttori e Tecnici Pubblici Giardini, Ciro Degl’Innocenti Capo Settore Verde, Parchi ed Agricoltura Urbana del Comune di Padova, Marco Martello Ordine dei Dottori forestali e dei Dottori Agronomi della Provincia di Padova, Gloria Negri Ordine degli Architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori della provincia di Padova.

14.00 Introduzione
Dott.ssa Ilaria Doimo Etifor | Valuing Nature

14.10 La mente nel verde: impatto psicologico e rigenerazione
Prof.ssa Angelica Moè (docente di psicologia della motivazione e del benessere) – Dip. Psicologia Generale, Università degli Studi di Padova

14.30 Promuovere benessere e creare reti per dare valore ai parchi e alle aree verdi urbane: l’esperienza dei Resilience Hub del progetto europeo RESONATE
Prof.ssa Laura Secco (docente di politica e governance forestale) – Dip. Territorio e Sistemi Agro-forestali -TESAF, Università di Padova, per il gruppo di lavoro RESONATE a Padova

14.50 Spazi verdi e architettura biofilica come risorsa per il benessere di persone con demenza
Prof.ssa Francesca Pazzaglia (docente di psicologia dell’ambiente) – Dip. Psicologia Generale, Università degli Studi di Padova

15.10 Montagnaterapia ed educazione nature-based con i giovani
Massimo Galiazzo (educatore e formatore, referente per l’area Veneto e FVG) – Società Italiana di Montagnaterapia

15.30 Orticoltura terapeutica, la progettazione e le esperienze
Dott.ssa Costantina Righetto (agronoma e docente di orticoltura terapeutica)

15.50 Conclusioni

16.20 Performance sensoriale degli studenti della classe 3CT – indirizzo Turismo dell’ITES Einaudi Gramsci di Padova
a cura della prof.ssa Daria Tonzig

17.30 Inaugurazione dei Giardini della Rotonda
Vicesindaco Antonio Bressa

17.45 Concerto al pianoforte “L’anima del giardino nel respiro della musica”
M° Andrea Ferrari

18.30 Saluti e aperitivo finale

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