Newsletter 28 – 2 febbraio 2026

La promozione della salute secondo Forhest: generare

Introduzione

Tutto cambia: questo potrebbe valere anche per la prevenzione, storicamente classificata in primaria, secondaria e terziaria. Una definizione proposta negli anni ’50 e che faceva riferimento essenzialmente alla malattia, secondo una visione “patogenica” che vedeva l’uomo come una macchina che si rompe e deve essere aggiustata con un fare tecnico.
Ora la classificazione dovrebbe cambiare ed accogliere la salute, aggiungendo alla logica patogenica quella salutogenica.
La visione salutogenica orienta la prevenzione verso la promozione della salute focalizzandola sui fattori di salute e portandola a guardare la persona e la comunità nella sua globalità e non solo nella sua condizione di malattia.
Vorremmo proporre a chi si occupa di promozione della salute una nuova forma di espressione e una consapevole rottura con il passato, presentando una nostra “classificazione” con tre verbi d’azione che offrono un orizzonte di senso ed un fine: generareriparare e mitigare.

Generare
Un’azione per tutte le persone, per tutta la comunità

La promozione che genera salute è un approccio proattivo alla salute pubblica che ha come destinatario l’intera popolazione e pone l’accento sul ruolo centrale della comunità come agente attivo nel miglioramento della salute, piuttosto che come semplice destinatario passivo di interventi esterni.
La promozione generatrice:
sostiene lo sviluppo dei determinanti distali e prossimali della salute
aumenta le opportunità presenti nella comunità e ne facilita l’accesso
rimuove le barriere migliorando gli ambienti fisici, sociali, emotivi, spirituali e intellettuali.

Sul piano individuale, sviluppa le risorse salutogeniche della persona e contrasta l’acquisizione di comportamenti a rischio per la salute. Inoltre è fondamentale lo sviluppo dell’empowerment della persona e della comunità; questo implica il rafforzamento della capacità delle persone di prendere decisioni informate sulla propria salute e di agire collettivamente per migliorare le condizioni di salute della loro comunità. Questi approcci basati sull’empowerment e sul coinvolgimento della comunità non solo migliorano l’efficacia degli interventi di promozione generatrice di salute, ma contribuiscono anche a costruire comunità più resilienti e autonome nel lungo termine. Promuovono un senso di appartenenza e di responsabilità collettiva per la salute, portando a cambiamenti sostenibili nei comportamenti e nelle norme sociali.

Le azioni per generare salute


1) Condurre un’azione di Advocacy verso i decisori, in modo che la salute entri a far parte di tutte le politiche nazionali e locali e permetta, come riporta la carta di Ottawa, un’azione sui presupposti della salute: l’abitazione, l’istruzione, il cibo, un reddito (un lavoro), un ecosistema stabile, le risorse sostenibili, la giustizia sociale e l’equità.
2) Conoscere il contesto: effettuare un’analisi dei bisogni e delle risorse, in collaborazione con gli stakeholder ed i destinatari intermedi e finali, dei determinanti politici, economici, sociali, culturali, ambientali, comportamentali e biologici che promuovono o compromettono la salute. 
3) Coinvolgere la comunità nella valutazione partecipata dei bisogni, nell’identificazione delle proprie priorità di salute e lavorare con i membri della comunità per sviluppare strategie di prevenzione adatte al contesto locale e garantire il diritto alla collaborazione sostenendo la coprogettazione e la co-realizzazione. 
4) Creare ambienti favorevoli alla salute e soprattutto avviare azioni intenzionali che promuovano attivamente la loro fruizione da parte di molti individui e gruppi di popolazione perché li possano usare in molti modi diversi.
5) Promuovere la health litteracy per rendere le persone capaci di accedere, comprendere e utilizzare le informazioni in modo da prendere decisioni meglio informate e difendersi dalle teorie antiscientifiche. 
6) Agire sui determinanti prossimali della salute promuovendo la diffusione ed il sostegno di pratiche sociali favorevoli alla salute, ad esempio: gioco all’aperto; alimentazione sana, buona, giusta e sostenibile; mobilità sostenibile e molto altro
7) Sviluppare le capacità, le conoscenze, le abilità, le competenze e l’empowerment degli individui, delle famiglie, dei gruppi, delle comunità e delle popolazioni
8) Utilizzare processi partecipativi e collaborativi, etici, culturalmente appropriati e orientati all’empowerment; sostenere tecnicamente la partecipazione e la collaborazione considerando il lavoro di gruppo, la negoziazione, la motivazione, la risoluzione dei conflitti, il processo decisionale, la facilitazione e la risoluzione di problemi.
9) Promuovere la partnership: costruire partnership di successo e facilitare lo sviluppo e la sostenibilità di coalizioni e reti coinvolgendo partner provenienti da diversi settori per contribuire attivamente alle azioni della promozione della salute; supportare la formazione di gruppi locali dedicati alla promozione della salute.
10) Migliorare la leadership, tramite lo sviluppo di leadership locale: identificare e formare leader della comunità che possano guidare iniziative di salute; utilizzare capacità di leadership che facilitino l’empowerment, la partecipazione e la collaborazione.
11) Sviluppare una Valutazione partecipata, cioè un sistema di misurazione condiviso che preveda la creazione, la raccolta e la valutazione partecipata dei dati in modo da consentire che tutti siano consapevoli dei cambiamenti nel contesto, che possano imparare dai dati, condividere apertamente informazioni e osservazioni con gli altri e adattare rapidamente le strategie in risposta a un ambiente in evoluzione.

Torna in alto