Newsletter 26 – 9 dicembre 2025
Il Cyberbullismo attraverso la lente del trauma
Hinduja S, Patchin JW
Cyberbullying through the lens of trauma: an empirical examination of US youth
BMC Public Health 25, 1709 (2025). https://doi.org/10.1186/s12889-025-22692-6
Introduzione
C’è un movimento crescente per vedere il bullismo e il cyberbullismo attraverso la lente del trauma. Il trauma deriva da eventi o circostanze che un individuo percepisce come dannosi o pericolosi, con effetti negativi duraturi sul benessere mentale, fisico, sociale ed emotivo.
Il bullismo, considerato una forma di violenza scolastica, è visto come un fattore di stress che nel tempo può avere effetti traumatici. Infatti, il bullismo è proposto come una forma di Esperienza Infantile Avversa (ACE), fortemente collegata a esiti negativi in età adulta.
Allo stesso modo, negli ultimi anni gli studiosi hanno sostenuto che il cyberbullismo dovrebbe essere caratterizzato come un ACE, dato il suo potenziale impatto traumatico a lungo termine sullo sviluppo sano dei giovani. Questa concettualizzazione si allinea alle ricerche che dimostrano l’interconnessione tra cyberbullismo e altre ACE consolidate.
Le fasi di sviluppo dell’infanzia e dell’adolescenza sono particolarmente suscettibili a fattori di rischio che compromettono salute e benessere. Le ACE si manifestano spesso in questo periodo e hanno un effetto marcato sia nel breve che nel lungo termine. Sembra quindi necessario considerare l’intero spettro delle esperienze traumatiche online e offline per mitigare gli esiti negativi sui giovani.
Ulteriori indagini formali sul legame tra cyberbullismo e trauma sono giustificate, dato il grave stato di crisi di salute mentale che i giovani stanno affrontando, potenzialmente aggravato dall’ubiquità dell’uso dei social media tra gli adolescenti.
Effetti traumatici
Numerosi studi hanno collegato l’esposizione cronica al bullismo a un maggiore disagio emotivo, psicologico e fisico nei bambini e adolescenti. In particolare, le ricerche mostrano che questi disturbi sociali ed emotivi possono avere conseguenze a lungo termine sui bersagli fino all’età adulta.
Un crescente corpus di ricerche dimostra che gli effetti del bullismo somigliano a quelli del disturbo da stress post-traumatico (PTSD), e che i due sono correlati. Ad esempio, il 37% degli adolescenti britannici vittime di bullismo ha indicato livelli clinicamente significativi di stress post-traumatico. Inoltre, il 25% degli adulti ha comunque sperimentato sintomi di PTSD, inclusi ricordi intrusivi di bullismo, molti anni dopo aver terminato gli studi. In una meta-analisi, il 57% delle vittime di bullismo ha riportato in media sintomi di PTSD superiori alle soglie cliniche.
Ricerche emergenti stanno confermando il legame atteso tra cyberbullismo e sintomatologia da stress post-traumatico, nonché l’aumento della gravità dei sintomi psichiatrici. Uno studio su studenti italiani ha rilevato che le vittime di cyberbullismo riportavano livelli significativamente più elevati di stress post-traumatico. Un altro studio ha riscontrato che il 28,6% delle vittime di cyberbullismo presentava sintomi di PTSD clinicamente significativi.
Risultati e proposte
Lo studio ha rilevato una forte relazione positiva tra la frequenza delle esperienze di cyberbullismo e la manifestazione di esiti di PTSD (Disturbo da Stress Post-Traumatico) nei giovani. Più uno studente subiva cyberbullismo, più esiti traumatici riportava. Sorprendentemente, non sono emerse differenze significative nella gravità degli esiti traumatici tra i diversi sottogruppi di cyberbullismo come minacce, violazioni della privacy, cyberbullismo basato sull’identità, indiretto ed esclusione. Tutte le forme sono risultate ugualmente dannose in termini di reazioni traumatiche, contrariamente all’ipotesi che minacce e violazioni della privacy sarebbero state più gravi. Anche forme apparentemente minori come esclusione, pettegolezzi e commenti maliziosi possono avere impatti traumatici significativi sui giovani.
Un obiettivo cruciale per le scuole dovrebbe essere orientarsi verso un’assistenza informata sul trauma. Ciò implica formare gli educatori sulla consapevolezza del trauma infantile e su come influenzi apprendimento e comportamento degli studenti. Gli adulti devono credere al legame tra la logica privata degli studenti, derivante dalle loro esperienze anche traumatiche, e il loro comportamento. Non devono banalizzare le esperienze degli studenti.
È fondamentale stabilire un ambiente sicuro fisicamente, emotivamente e psicologicamente. La sicurezza non riguarda solo la prevenzione della violenza, ma anche creare chiarezza, struttura, coerenza, speranza, empowerment e autonomia per gli studenti.
Per ridurre l’impatto del trauma, l’iper-eccitazione e l’ansia elevata devono essere diminuite migliorando la capacità di regolare le emozioni. Tecniche come il radicamento esperienziale possono aiutare a mantenere gli studenti nel presente invece di essere travolti da esiti come panico, dissociazione e negazione.
Le scuole devono inoltre sviluppare un Piano di Intervento in Crisi, una risposta di “primo soccorso emotivo” agli episodi traumatici, con protocolli, strategie di diffusione delle risorse e modalità per affrontare tragedie ed eventi storici che colpiscono i giovani.
In sintesi, migliorare le misure di sicurezza, incorporare attività di radicamento esperienziale e sviluppare piani di intervento in crisi sono strategie chiave per proteggere e supportare le giovani vittime di cyberbullismo nelle scuole, adottando un approccio informato sul trauma.
Conclusioni
Le conclusioni dello studio evidenziano alcuni punti chiave. Innanzitutto, non sono emerse differenze significative nella gravità degli esiti traumatici tra i diversi tipi di cyberbullismo (minacce, violazioni della privacy, basato sull’identità, indiretto, esclusione). Tutte le forme si sono rivelate ugualmente dannose in termini di reazioni traumatiche nei giovani. Persino l’esclusione e i commenti maliziosi possono essere traumatici quanto le minacce esplicite.
Di conseguenza, gli autori sottolineano l’importanza di non dare priorità o banalizzare un particolare tipo di cyberbullismo rispetto ad un altro, dato l’uniformità del rischio traumatico associato.
Per rispondere in modo efficace, le conclusioni indicano alcune strategie chiave da considerare: migliorare le misure di sicurezza fisica, emotiva e psicologica per i giovani; incorporare attività di radicamento esperienziale per aiutarli a regolare le emozioni; sviluppare piani completi di intervento in crisi.
In sintesi, diventando più informati sul trauma e adottando tali misure basate sulla scuola, chi lavora con i giovani può proteggerli e supportarli meglio di fronte al cyberbullismo, aiutandoli ad andare avanti senza compromettere gravemente la loro salute mentale e il benessere generale
L’articolo originale
Hinduja S, Patchin JW
Cyberbullying through the lens of trauma: an empirical examination of US youth
BMC Public Health 25, 1709 (2025). https://doi.org/10.1186/s12889-025-22692-6
