Newsletter 26 – 9 dicembre 2025
Salvaguardare la scienza
Il momento è adesso
Cope EL, Carroll AE.
Safeguarding Science—The Time Is Now.
JAMA Pediatr. Published online November 17, 2025. doi:10.1001/jamapediatrics.2025.4627
Introduzione
L’articolo affronta le minacce all’integrità scientifica derivanti dai conflitti di interesse, sia finanziari che ideologici. I conflitti di interesse finanziari, come quelli dell’industria del tabacco e delle aziende farmaceutiche che hanno minimizzato i rischi per massimizzare i profitti, sono ben noti; tuttavia, i conflitti di interesse ideologici, in cui le convinzioni personali o gli impegni influenzano la ricerca scientifica, possono essere altrettanto dannosi.
L’articolo sostiene che, nei primi 150 giorni del secondo mandato del presidente Trump, sono emerse tendenze allarmanti che rappresentano potenziali minacce per la salute pubblica, la democrazia e l’integrità scientifica. Tra queste: tagli ai finanziamenti per la ricerca, ritardi politicamente motivati nelle revisioni dei finanziamenti, rimozione di dataset di sanità pubblica per ragioni ideologiche, licenziamenti di migliaia di dipendenti delle agenzie sanitarie federali e rimozione di esperti.
Queste azioni sembrano dare priorità all’ideologia rispetto alle prove, mettendo a rischio il progresso, la salute pubblica, la sicurezza e la fiducia nella scienza. L’attuale clima rappresenta una minaccia unica e profonda all’integrità scientifica, per la convergenza di obiettivi ideologici, motivazioni finanziarie e pesante autoritarismo governativo.
Una minaccia unica all’integrità scientifica
L’attuale situazione, creando condizioni ideali per sfruttare il processo scientifico a fini ideologici o finanziari, è una minaccia unica e profonda all’integrità scientifica. Le tattiche riecheggiano le storiche strategie aziendali di minimizzare i rischi e sopprimere i dati dannosi per massimizzare i profitti.
L’ampia influenza su finanziamenti, accesso ai dati e regolamentazione significa che le sue azioni influenzano direttamente il discorso pubblico e gli esiti delle politiche. L’uso improprio del potere federale maschera il bias di conferma e sopprime verità scomode sotto una facciata fuorviante di obiettività, mettendo a rischio la fiducia pubblica e distorcendo le politiche basate su evidenze.
L’amministrazione ha sistematicamente rimosso dal pubblico accesso, anche se in alcuni casi ripristinato, database finanziati dai contribuenti e ha bruscamente interrotto sovvenzioni di alta qualità e sottoposte a revisione paritaria che affrontavano questioni essenziali come le disparità sanitarie, la disinformazione e l’identità di genere.
Questa censura è aggravata dalla disinformazione, che sfrutta le incertezze scientifiche per indebolire la ricerca consolidata. Il Segretario della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti, Robert F. Kennedy Jr., ad esempio, minimizza costantemente la gravità del COVID-19 e del morbillo, mette in dubbio l’efficacia del vaccino e sfrutta le mutevoli linee guida scientifiche per alimentare lo scetticismo pubblico. Tali tattiche vengono utilizzate per oscurare il consenso scientifico, privilegiando la politica rispetto alla salute pubblica e ritardando l’azione politica.
Politicizzazione del processo scientifico
Quando le agende politiche guidano l’indagine scientifica, la ricerca rischia di diventare propaganda. Il rapporto “Make Our Children Healthy Again Assessment” ne è un chiaro esempio, mettendo in evidenza selettivamente questioni sanitarie ed ignorando i determinanti sociali della salute, disinformando i responsabili politici e il pubblico anziché educarli.
Un altro esempio preoccupante è la rapida e opaca rimozione di tutti i 17 membri del Comitato Consultivo sulle Pratiche di Immunizzazione (ACIP) dei CDC. Presentata come essenziale per ristabilire la fiducia nei vaccini, questa ristrutturazione sembra dare priorità all’allineamento ideologico rispetto al rigore scientifico, minando pericolosamente la fiducia pubblica durante epidemie di malattie prevenibili come il morbillo.
Perché la scienza è vulnerabile
L’articolo sottolinea che la scienza stessa affronta vulnerabilità intrinseche facilmente sfruttabili: la cultura del “pubblica o muori”; la forte competizione per i finanziamenti; il deterioramento della fiducia pubblica a causa di difficoltà nella replicazione degli studi e incomprensioni sui costi della ricerca; la limitata alfabetizzazione scientifica che ostacola la valutazione critica di affermazioni complesse. Sicuramente il mondo della ricerca scientifica deve fare di più per (ri)costruire fiducia, migliorare la qualità e cambiare incentivi che hanno esaurito la loro utilità, ma, come sottolinea l’articolo, questi sono problemi da risolvere, non debolezze da sfruttare intenzionalmente per indebolire la scienza.
Urgente necessità di agire
Questo tentativo di intenzionale indebolimento della scienza richiede un’azione immediata e decisiva. Proteggere la scienza significa difenderne l’integrità, l’indipendenza e l’impegno verso la verità. Le istituzioni devono mantenere la propria indipendenza, sostenere la trasparenza e favorire ambienti che incoraggino una ricerca rigorosa e imparziale.
Stiamo iniziando a vedere azioni in questo senso. Questi sforzi sono vitali, ma ne servono di più.
Difendere la scienza richiede azioni visibili e sostenute da parte di tutti: scienziati, decisori politici, istituzioni e cittadini. Le conseguenze dell’inerzia sono immediate e gravi: il progresso scientifico è bloccato, la salute pubblica è in pericolo e la fiducia pubblica viene erosa. Queste non sono minacce astratte, ma battute d’arresto tangibili con ampi impatti sociali.
Ora è il momento di un impegno collettivo. Ogni contributo conta, dal contattare i responsabili politici a sostenere associazioni di advocacy e condividere apertamente il proprio lavoro. Insieme, possiamo mantenere l’integrità scientifica e assicurare che le decisioni politiche basate su evidenze prevalgano, salvaguardando il nostro futuro come collettività.
L’articolo originale
Cope EL, Carroll AE.
Safeguarding Science—The Time Is Now.
JAMA Pediatr. Published online November 17, 2025. doi:10.1001/jamapediatrics.2025.4627
