Newsletter 21- 25 agosto 2025
Dopo la scuola: l’educazione continua?
Bruno Lorenzo Castrovinci
ANDISblog Il BLOG dell’Associazione Nazionale Dirigenti Scolastici

Istruzione ed educazione
L’istruzione riguarda la trasmissione di conoscenze, di competenze tecniche e teoriche; l’educazione, invece, coinvolge la crescita integrale della persona, tocca l’etica, l’affettività, la consapevolezza di sé e degli altri. In un sistema scolastico sempre più orientato alle performance, alla valutazione standardizzata c’è il rischio di dimenticare questa differenza sostanziale.
Chi esce dalla scuola con la convinzione che si studia per prendere un voto o per trovare un lavoro è destinato a vivere imprigionato in una visione strumentale e utilitaristica del sapere.
L’educazione come diritto
Il principio dell’educazione trova il suo fondamento nell’articolo 3 della costituzione dove si definisce il dovere della Repubblica (quindi non della scuola ma di tutte le istituzioni e non solo delle istituzioni) di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana. È qui che il principio dell’educazione permanente trova il suo fondamento più profondo poiché in una società democratica e complessa, il diritto all’apprendere deve accompagnare ogni fase dell’esistenza, affinché ciascuno possa realizzare pienamente la propria umanità.
È quindi essenziale promuovere alleanze educative con famiglie, associazioni, enti locali, AULSS, università e mondo del lavoro perché la scuola non è, da sola, sufficiente.
La scuola laboratorio di cittadinanza
La psicologia dell’educazione ha dimostrato che un apprendimento significativo è possibile solo quando la persona è coinvolta sul piano emotivo e valoriale. La sociologia dell’educazione evidenzia come l’educazione sia strettamente legata ai contesti culturali, ai modelli familiari e sociali, e ai processi di trasmissione di senso. Per questo, oggi più che mai, è necessario un dialogo continuo tra scuola, famiglia e territorio per tenere viva la dimensione educativa dell’esperienza scolastica. Da un punto di vista operativo, ciò significa che la scuola non può limitarsi a istruire, ma deve diventare un centro di orientamento culturale e civico per la comunità con l’educazione alla libertà, al pensiero critico e alla responsabilità personale.
La scuola, dunque, non è soltanto luogo di istruzione, ma laboratorio di cittadinanza. Solo una scuola che, assieme ad altri, mette al centro l’interazione, l’autenticità e l’esperienza personale, può preparare alla vita nel senso pieno del termine.
L’educazione permanente, un’urgenza del nostro tempo
La lettura, l’arte, il teatro, le esperienze all’aperto, la partecipazione attiva sono strumenti potenti per mantenere viva la tensione tra sapere e vita. Offrire occasioni di educazione continua significa ridurre le disuguaglianze e quindi l’educazione permanente diventa uno strumento di emancipazione, capace di trasformare non solo i singoli, ma le comunità intere. Questo permette di formare persone capaci di prendere decisioni complesse in contesti incerti educando a stimolare la responsabilità individuale e collettiva, non solo la competenza tecnica.
La formazione continua, in questa ottica è una condizione necessaria per tutti a cui concorrono tutti. Questo, si può ottenere, partendo da una scuola generativa, capace di accogliere la complessità, di mettere in dialogo saperi e vissuti, di aprirsi al mondo senza perdere la propria identità.
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Bruno Lorenzo Castrovinci
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