Newsletter 18 – 14 luglio 2025

Il ruolo della musica nella promozione della salute e del benessere: una revisione sistematica e una meta-analisi 

Viola E, Martorana M, Airoldi C, Meini C, Ceriotti D, De Vito M, De Ambrosi D, Faggiano F. 
The role of music in promoting health and wellbeing: a systematic review and meta-analysis
European Journal of Public Health, Volume 33, Issue 4, August 2023, Pages 738–745

La revisione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Quali sono le evidenze sul ruolo delle arti nel miglioramento della salute e del benessere?: Una scoping review presentata nella Newsletter n. 17 sottolinea l’importante ruolo che l’arte, la cultura e la musica hanno nella promozione della salute e del benessere.
Questo studio analizza specificamente il ruolo della musica nel promuovere la salute e migliorare il benessere delle persone.

Introduzione

Questa ricerca suggerisce che la musica esercita un effetto positivo sulla salute umana attraverso la modulazione di diversi sistemi neurochimici (ad esempio dopamina, oppioidi, ecc.), stimolando così la percezione del piacere, della ricompensa, della motivazione e dell’eccitazione, diminuendo lo stress e l’ansia, migliorando l’entità dell’affiliazione sociale e aumentando l’efficienza del sistema immunitario. Inoltre, la partecipazione musicale sia attiva che passiva può migliorare l’equilibrio e la coordinazione motoria, l’aderenza agli interventi di esercizio fisico di gruppo e funzioni esecutive (ad es. velocità percettiva, scansione visiva, fluidità verbale, ecc.).
È importante sottolineare che la partecipazione alle attività musicali e canore comunitarie può esercitare effetti benefici in termini di riduzione dell’isolamento, della depressione e della salute mentale, soprattutto tra gli anziani.
Al di là del contesto clinico, il piacere, la creatività e il supporto sociale promossi dalle attività legate alla musica influenzano positivamente la fiducia in sè stessi e l’autostima, mostrando effetti trasversali tra e all’interno degli individui. Esplorando temi strettamente correlati, altri studiosi hanno scoperto che la formazione musicale migliora il benessere sociale e soggettivo (ad esempio la soddisfazione per la vita, la felicità, ecc.).
La partecipazione ad attività legate alla musica non comporta miglioramenti significativi a livello fisico. Tuttavia, uno studio dimostra che l’esercizio a lungo termine (4 anni di follow-up) basato sulla musica è efficace nel prevenire il declino fisico legato all’età e le cadute negli anziani. Sollevando l’ipotesi attraente che integrare l’ascolto della musica con l’attività fisica possa essere una strategia efficace.
Per quanto riguarda la dimensione cognitiva, i due interventi ‘fare musica’ e ‘ascoltare musica’ agiscono principalmente sulla fluidità verbale, sull’attenzione, sulla capacità progettuale e sulla memoria. In particolare, suonare uno strumento sembra prevenire il declino cognitivo causato dall’invecchiamento. Allo stesso modo, l’ascolto della musica, anche se in misura minore, sembra una strategia promettente per prevenire il declino cognitivo.

Risultati

L’impatto delle attività musicali, sia attive che passive, sulla dimensione fisica è probabilmente trascurabile, con almeno due studi che suggeriscono una tendenza al peggioramento. Ciò è, tuttavia, in contraddizione con uno studio che dimostra che l’esercizio multitasking a lungo termine (follow-up di 4 anni) basato sulla musica è efficace nel prevenire il declino fisico e le cadute legate all’età negli anziani,3 sollevando l’interessante ipotesi che integrare l’ascolto di musica con l’attività fisica possa essere una strategia fisica efficace. Il canto corale non sembra avere alcun impatto sull’andatura e sull’equilibrio.
 
Per quanto riguarda la dimensione cognitiva, i due interventi “fare musica” e “ascoltare musica” agiscono principalmente sulla fluidità verbale, l’attenzione, le capacità di pianificazione e la memoria. Nello specifico, suonare uno strumento sembra prevenire il declino cognitivo causato dall’invecchiamento. Analogamente, ascoltare musica, seppur in misura minore, sembra una strategia promettente per prevenire il declino cognitivo.
 
La maggior parte dei risultati mostra un impatto positivo della partecipazione musicale sulla dimensione affettiva, senza differenze tra attività attive e passive. In particolare, suonare il pianoforte e imparare a leggere la musica sembrano migliorare sia le capacità cognitive che il benessere soggettivo. Non sono disponibili risultati sostanziali per depressione e ansia, probabilmente a causa della predominanza di persone sane, che generalmente presentano meno problemi mentali, tra i partecipanti. Di conseguenza, concentrarsi su dimensioni più specifiche del benessere psicosociale potrebbe essere un approccio migliore per comprendere i processi più sottili attraverso i quali la musica agisce nel tempo.
 
Per quanto riguarda gli aspetti psicologici e la qualità della vita, la partecipazione attiva alla musica basata sul canto esercita effetti benefici e il canto corale ha un impatto positivo sulla solitudine e sull’interesse per la vita, nonostante l’assenza di effetti significativi sulla depressione. Infine, suonare uno strumento e cantare migliorano la variabile multidimensionale della qualità della vita.

I principali effetti associati agli esiti primari degli studi che hanno mostrato miglioramenti statisticamente significativi erano tutti associati a dimensioni cognitive, affettive e di qualità della vita, nessuno di questi era associato a una dimensione fisica.

Considerazioni finali

I risultati di questa revisione sistematica suggeriscono che le attività musicali attive e passive possono influenzare positivamente la salute e il benessere, anche se i dati qui considerati non sono sufficientemente solidi per trarre conclusioni valide sull’efficacia della partecipazione musicale. I limiti riscontrati negli studi analizzati potrebbero essere superati da studi prospettici in grado di confermare questa ipotesi. A tal fine, questi studi clinici dovrebbero coinvolgere adulti parzialmente coinvolti nella musica, essere randomizzati e adeguatamente potenziati e adottare scale più valide per misurare i risultati. Inoltre, dovrebbero possibilmente valutare biomarcatori di infiammazione cronica e stress ossidativo al fine di determinare, con metodi coerenti, se la partecipazione musicale possa influenzare le risposte fisiologiche.
Si sottolinea infine l’importanza di approfondire la comprensione degli effetti biopsicosociali indotti dalla musica nei paesi con un’alta densità di popolazione di età superiore ai 40 anni che più di altri potrebbero trarre beneficio da interventi basati sulla musica per promuovere un invecchiamento sano e la longevità.

L’articolo originale

Viola E, Martorana M, Airoldi C, Meini C, Ceriotti D, De Vito M, De Ambrosi D, Faggiano F. 
The role of music in promoting health and wellbeing: a systematic review and meta-analysis
European Journal of Public Health, Volume 33, Issue 4, August 2023, Pages 738–745

Torna in alto