Newsletter 17 – 9 giugno 2025
Sintomi di depressione, attività fisica e sedentarietà in adolescenza
Uno studio longitudinale norvegese su una coorte di nascita seguita dai 6 ai 18 anni di età mostra come i ragazzi e le ragazze che diminuiscono l’attività fisica dai 14 anni di età abbiano più sintomi depressivi nelle età superiori
Lo studio
La prevalenza di episodi e sintomi di depressione maggiore nei giovani è aumentata nell’ultimo decennio. Gli sforzi preventivi e i trattamenti efficaci sono quindi necessari, soprattutto nel passaggio all’adolescenza, quando la depressione aumenta notevolmente.
Per valutare la relazione tra attività fisica (AF), sedentarietà e sintomi depressivi è stato condotto uno studio longitudinale su 873 bambini che sono stati seguiti dall’età di 6 anni fino a 18, raccogliendo i dati ogni 2 anni. Per aumentare la potenza dello studio, sono stati sovra-arruolati bambini con problemi comportamentali ed emotivi; inoltre, per una maggiore validità delle misurazioni sono stati utilizzati accelerometri per valutare l’attività fisica e la sedentarietà e interviste semi-strutturate per identificare i sintomi della depressione.
I risultati
I risultati principali hanno mostrato che nella fascia di età dai 14 ai 18 anni, i ragazzi che hanno diminuito i loro livelli di attività fisica totale e di attività fisica moderata-vigorosa hanno manifestato un aumento dei sintomi depressivi valutati 2 anni dopo. Questa relazione non è emersa nelle fasce di età precedenti.
Dall’altra parte, un aumento dei sintomi depressivi tra 10 e 14 anni ha predetto una diminuzione dei livelli di attività fisica totale e moderata-vigorosa misurate 2 anni dopo.
Il tempo trascorso in attività sedentarie, invece non è risultato correlato ai sintomi depressivi a livello individuale in nessuna fascia di età.
Sebbene le ragazze abbiano maggiori sintomi depressivi nel passaggio all’adolescenza, ed i ragazzi tendano ad essere più attivi fisicamente le relazioni tra queste variabili non sembrano differire a seconda del sesso.
Ruolo dei mediatori psicosociali e comportamentali
Gli adolescenti fisicamente attivi mostrano spesso un’elevata autostima atletica, che determina soddisfazione intrinseca, godimento, appagamento e padronanza: esperienze ed emozioni positive che possono tamponare i sintomi depressivi.
L’aumento dell’AF predice una diminuzione dell’insoddisfazione corporea negli adolescenti, che a sua volta è associata a sintomi depressivi. L’attività fisica, condotta con i coetanei negli sport organizzati, favorisce le interazioni sociali, l’appartenenza e l’accettazione tra pari, promuovendo così stati d’animo positivi.
Gli effetti dei mediatori psicosociali e comportamentali sono risultati non significativi. Tuttavia, è anche possibile che alcuni o tutti questi mediatori siano operativi, ma che lo studio non sia abbastanza potente per evidenziare un loro effetto.
Conclusioni
In conclusione, lo studio suggerisce che incrementare i propri livelli di attività fisica totale e moderata-vigorosa dalla metà all’ultima adolescenza potrebbe avere un ruolo protettivo contro lo sviluppo di sintomi depressivi in questo periodo di età. Questi risultati supportano il ruolo eziopatogenetico dell’attività fisica nello sviluppo della depressione in adolescenza e indicano che interventi mirati ad aumentare l’attività fisica potrebbero aiutare a prevenire l’insorgenza di sintomi depressivi.
Il fatto che siano stati trovati effetti limitati è legato alla moltitudine di fattori che spiegano perché alcuni giovani sviluppano sintomi depressivi mentre altri no. Inoltre, sebbene gli effetti all’interno della PA sulla depressione fossero moderati ad ogni età specifica, possono accumularsi nel tempo, dando un contributo più forte alla depressione di quanto raffigurato in ciascun coefficiente.
L’articolo originale
Steinsbekk, Silje et al. Symptoms of Depression, Physical Activity, and Sedentary Time: Within-Person Relations From Age 6 to 18 in a Birth Cohort Journal of the American Academy of Child & Adolescent Psychiatry, In press.
