Servizi pubblici collaborativi.

I servizi pubblici collaborativi (Comune, Azienda Sanitaria, Scuola, Università, ed altri) sono una nuova generazione di servizi che combinano l’offerta di ben definite prestazioni (in genere erogate professionalmente da operatori specialisti) con quella di piattaforma abilitanti grazie alle quali i cittadini possono collaborare tra loro e con altri attori sociali (enti pubblici, imprese, università, organizzazioni del terzo settore) per produrre valore sociale.
Questa descrizione usa le parole di Ezio Manzini e Michele D’Alena tratte da Fare assieme Una nuova generazione di servizi pubblici collaborativi. Ed. EGEA 2024.

Fare assieme: un estratto dal libro di Ezio Manzini e Michele d’Alena – Pandora Rivista

Gli autori in questo libro affermano: “La nostra proposta è che oggi debba emergere una nuova generazione di servizi pubblici che rispondano a bisogni sociali stimolando e supportando la creazione di nuove comunità.  …  Perché la società è un bisogno umano ed è determinante per lo stato di salute dei cittadini. Ma soprattutto perché l’esistenza di un tessuto sociale ricco e dinamico è la condizione necessaria per affrontare in modo collaborativo molti dei grandi problemi.” Invece“… stiamo perdendo la capacità di collaborare, una capacità che sarebbe intrinseca alla nostra natura di animali sociali, ma che possiamo mantenere, rigenerare o perdere secondo il contesto sociale in cui ci troviamo a vivere” …  “Oggi i servizi pubblici si trovano ad operare in un deserto sociale in cui ci sono sempre meno reti di prossimità: famiglie, vicinato, organizzazioni sociali capillarmente distribuite nel territorio. Questa dimensione collettiva e mutualistica dei bisogni sociali deve essere rimessa in campo e rompere l’isolamento in cui siamo stati spinti e re-imparare a collaborare. In altre parole; il diritto di essere nodi di reti sociali che ci permettono di immaginare e mettere in atto iniziative e progetti di vita praticabili proprio perché fatti assieme ad altri  … All’idea corrente di servizio pubblico che si riferisce ad un’infrastruttura che risponde a riconosciuti bisogni sociali. di apprendimento, salute, sicurezza sociale si aggiunge il compito di rigenerare il tessuto sociale. … Un’inedita generazione di servizi pubblici che sia in grado di stimolare e supportare la creazione di nuove reti sociali. E quindi di altre comunità. Il che significa immaginare una nuova generazione di funzionari pubblici non più solo erogatori di servizi predefiniti, ma attivatori di coesione sociale, vicinanza ascolto e cura. …  Un intreccio di prestazioni professionali e di attività collaborative messe in atto dagli operatori pubblici e da organizzazioni del terzo settore e gruppi di cittadini attivi come persone dotate di capacità con cui il Pubblico deve collaborare.” Quindi “servizi pubblici come li abbiamo sempre conosciuti con attività collaborative capaci di rigenerare il tessuto sociale, stimolare e sostenere le risorse latenti, aprire terreni di confronto politico e di democrazie sui temi della quotidianità. … Così che “ogni iniziativa combina prestazioni ben definite (come ogni servizio tradizionale) con attività che emergono dall’integrazione tra i cittadini e le loro organizzazioni (operando come una piattaforma abilitante). Ne deriva che ognuna di esse contribuisce a costruire reti sociali e capitale sociale e a supportare soluzioni collaborative ai problemi delle quotidianità.”
“Il Pubblico è inteso come l’ente che tramite i servizi che eroga, offre (o dovrebbe offrire) a ciascuno la possibilità di vedere riconosciuti i propri diritti sociali. … Tradizionalmente si è fatto riferimento all’istruzione, alla salute, alla sicurezza sociale, alla casa, alla cultura. Ora i servizi pubblici collaborativi evidenziano la necessità e la possibilità di estendere il campo, includendone uno nuovo: il diritto alla collaborazione. Il diritto cioè di immaginare e realizzare progetti condivisi coniugando l’interesse personale con l’interesse generale”. 
“Tutto ciò che è pubblico va difeso e rafforzato …. per funzionare in modo collaborativo, per produrre valore sociale e per durare nel tempo, ognuno di questi attori, prima o poi ha bisogno degli altri. …  Riferendosi ai cittadini non solo come soggetti isolati bisognosi di supporto, ma anche come persone dotate di capacità e, potenzialmente, in grado di collaborare per risolvere problemi ed aprire altre opportunità. I servizi pubblici collaborativi sono espressione di una nuova idea di Pubblico: un Pubblico che ha come missione anche il riconoscere, stimolare, supportare, amplificare queste risorse diffuse nella società.”
“ … I nuovi servizi di cui parliamo sono pubblici collaborativi perché producono ambienti favorevoli alla collaborazione, e perché danno a tutti la possibilità di attivarsi in modo coerente con le proprie disponibilità di tempo energia ed attenzione nei modi per loro più adatti. …  Pertanto, “rende possibile diverse forme di partecipazione: dall’attivismo di chi vuole e può praticarlo, a forme di impegno più flessibile ed episodico per tutti gli altri”.

l libro. Enzio Manzini e Michele D’Alena. Fare assieme, Una nuova generazione di servizi pubblici collaborativi
La presentazione del libro 
Scuole, biblioteche e strutture sanitarie che operano come luoghi di aggregazione di comunità; case del quartiere e centri culturali che erogano servizi di prossimità: esperienze diverse, accomunate tuttavia dall’intreccio di prestazioni professionali fornite da operatori istituzionali e attività collaborative messe in atto da enti del terzo settore e gruppi di cittadini attivi. Sono anticipazioni di quella che potrebbe essere una nuova generazione di servizi pubblici collaborativi, il cui modo di operare dipende dal contributo pubblico ma il cui successo è legato a una molteplicità di iniziative che si levano autonome dal basso. Come raccontano le storie presentate nel libro, le potenzialità dell’innovazione sociale emergono solo se trovano politiche complementari, che le valorizzino e le sostengano orientandone lo sviluppo verso l’interesse generale e facendo della comunità una risorsa. Sviluppando un protagonismo inedito, il Pubblico deve imparare a stimolare nuove risorse sociali per superare la cultura del servizio come assistenza che, da sola, oggi non è più sufficiente. Serve un modello organizzativo che assuma la cura delle relazioni come indicatore di efficacia e dia a tutti l’opportunità di essere attivi e collaborativi, anche grazie alle piattaforme tecnologiche. Questi servizi pubblici più inclusivi ed efficaci non solo offriranno una risposta a bisogni sociali insoddisfatti, ma daranno vita a un recupero di sovranità capace di rigenerare energie democratiche.

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